27-30 maggio 2013, nota sui lavori parlamentari

Parlamento

Premessa. La settimana dal 27 al 30 maggio la discussione alla Camera è stata caratterizzata dalla ratifica della Convenzione di Instanbul per la prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica e dal voto sulle mozioni che hanno dato il via al percorso delle Riforme istituzionali. Di seguito troverete distinti per punti le valutazioni del nostro gruppo parlamentare su entrambi gli argomenti.

Convenzione di Instanbul. Il 28 maggio, nel giorno del funerale di Fabiana, uccisa e bruciata a Corigliano Calabro, la Camera ha votato all’unanimità la ratifica alla Convenzione di Instabul che è stata definita nel novembre del 2011 e a due anni da allora è stata ratificata soltanto in 4 paesi (Albania, Montenegro, Turchia e Portogallo). La ratifica dell’Italia assume un particolare significato politico per il momento in cui avviene e anche perché diventa la spinta necessaria per concludere il processo di entrata in vigore della Convenzione, la cui efficacia è subordinata alla ratifica di almeno 10 paesi. Nella scorsa legislatura il percorso di ratifica si era interrotto e oggi l’accelerazione del processo è dovuta sia alla spinta esterna al Parlamento, da parte di movimenti e associazioni, che al ruolo svolto in questo senso dalla Presidente della Camera.

Naturalmente, di per sé la ratifica non risolve i problemi che sono alla radice della violenza contro le donne, quelli dell’incapacità degli uomini di relazionarsi con la libertà femminile, quelli legati all’uso del corpo delle donne nei media e nella pubblicità, quelli legati alle differenze di potere tra donne e uomini. Ma nonostante ciò ha un significato politico importante da non sminuire in un paese come il nostro che la rapporteur dell’Onu Rashida Manjoo ha definito in emergenza nazionale su questo tema. La ratifica poi rappresenta veramente un inizio sia per gli obiettivi che indica e che hanno bisogno di essere tradotti in politiche, sia perché effettivamente è l’inizio di una discussione che alla Camera continuerà già da lunedì prossimo con un confronto parlamentare sul femminicidio sulla base di mozioni presentate da Sel, dal Pd e dal Psi. Ecco gli interventi fatti il 27 e il 28 maggio in aula per il gruppo Sel da Claudio Fava, Marisa Nicchi, Celeste Costantino, Annalisa Pannarale, Arturo Scotto e la dichiarazione conclusiva di Titti Di Salvo.

Riforme istituzionali. Il 29 maggio in aula si è votato e discusso il percorso che porterà alle Riforme Istituzionali. Sel ha presentato una sua mozione. Ha votato contro sia alla mozione presentata dalla maggioranza che a quella del M5S. Ecco gli interventi del gruppo Sel sull’argomento e la dichiarazione di voto finale di Gennaro Migliore.

Alla discussione sul percorso verso le riforme si è intrecciata la discussione sul cambiamento della legge elettorale (quale riforma e quando farla) che la maggioranza ha deciso di collocare alla fine del percorso di riforme, motivando questa scelta con la necessità di definire una legge elettorale coerente con il nuovo assetto istituzionale.

A nostro avviso invece era necessario subito procedere all’abrogazione del Porcellum, avvertito dai cittadini come male assoluto. D’altra parte la Corte di Cassazione ha sollevato alla Consulta alcune questioni di legittimità costituzionale sul Porcellum che a nostro avviso è sbagliato ignorare.

Per questa ragione abbiamo votato a favore di una mozione presentata da Roberto Giachetti per l’abrogazione immediata del Porcellum e il ripristino del Mattarellum. D’altra parte con altre forze politiche avevamo promosso un Referendum per il ripristino del Mattarellum raccogliendo su di esso più di 1 milione di firme.

Sulle riforme istituzionali – grazie anche al nostro lavoro – i contenuti della mozione presentata dalla maggioranza (e poi approvata) sono migliori di quelli con cui la discussione era iniziata. In particolare è il Parlamento il luogo della discussione della Riforma (no Convenzioni esterne), che lavorerà nelle forme di un Comitato bicamerale, ma non in sede referente e fermo restando il diritto di ogni parlamentare di presentare emendamenti. Inoltre si prevede in ogni caso la facoltà di chiedere un Referendum confermativo dei cambiamenti costituzionali anche se approvati con la massima maggioranza dei 2/3 previsti dalla Costituzione per le procedure di modifica.

Le mozioni si esprimevano sul percorso e non sui contenuti delle Riforme, ma aver inserito nella mozione di maggioranza – oltre ai tempi previsti per la discussione (18 mesi) – tra i capitoli della Costituzione suscettibili dei cambiamenti, il capitolo sulle prerogative del Presidente della Repubblica e quello sulla Forma di governo, fa emergere la volontà di procedere in senso presidenzialista, obiettivo che non potevamo condividere, perché allude ad un altro impianto costituzionale e non ad un ammodernamento di quello attuale (superamento del bicameralismo perfetto, modifiche dei regolamenti parlamentari).

Abbiamo dunque scelto di presentare una nostra mozione e di votare contro sia a quella di maggioranza che a quella del M5S. Quest’ultima prevede una modalità di consultazione preventiva dei cittadini sui cambiamenti costituzionali secondo dunque una linea anch’essa tacciabile di incostituzionalità

Interpellanza. Abbiamo presentato giovedì 30 maggio una interpellanza per l’abolizione della parata del 2 giugno in modo da destinare ad altri obiettivi le risorse ingenti necessarie per realizzarla. Ecco l’interpellanza di Claudio Fava.

Commissione Lavoro. I lavori della Commissione sono proseguiti nella settimana con le audizioni di tutti i soggetti coinvolte nei 3 provvedimenti all’esame della Commissione: il Decreto su Imu e Cig (decreto 54/2013) e i decreti provenienti dalla scorsa legislatura sul blocco dei contratti del Pubblico Impiego e sull’armonizzazione di alcune categorie di lavoratori alla Legge Fornero sulla Previdenza. Dalle audizioni sul decreto 54/2013 è emersa con nettezza l’insufficienza dei fondi destinati al rifinanziamento della Cig in deroga quantificata dalle Regioni in un miliardo. Trovate le nostre opinioni su tutti e tre decreti nella nota precedente. Entro il 5 giugno presenteremo gli emendamenti (quantità e qualità delle risorse destinate alla Cig in deroga, necessità di cominciare un processo di stabilizzazione dei contratti precari della P.A.) al decreto 54 che inizierà il suo percorso in aula il 17 giugno.

Infine. La prossima settimana in aula si discuterà

- della Mozione contro la violenza sessuale presentata sia da Sel che da Pd e Psi

- della mozione contro la Tav, presentata congiuntamente da Sel e M5S

- del Decreto sui debiti della P.A. che tornerà in aula per l’approvazione definitiva dopo alcune correzioni fatte al Senato.

Martedì il Governo darà una informativa sulla situazione dell’Ilva.

Tratto da www.quellecattivedappertutto.wordpress.com, il blog di Titti Di Salvo

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