Venerdì 21 giugno, Assemblea degli iscritti e simpatizzanti della Città e dell’Hinterland

Copertina Circolo di Bergamo

E’ convocata per venerdì 21 giugno, alle ore 21, presso la sede di Bergamo in via Luzzati 6/A, l’assemblea degli iscritti e simpatizzanti della città e dell’hinterland.

Di seguito alcuni appunti di lavoro sulla città.

UN BUON GOVERNO PER LA CITTA’: IDEE, METODI, STRUMENTI

La recente tornata delle elezioni amministrative è stata premiante per il centro-sinistra, a dimostrazione che il cambiamento è possibile quando si superano i riti della mediazione di apparato, quando le candidature vengono selezionate con metodo democratico, quando i programmi sono innovativi, quando si definiscono pratiche certe di partecipazione popolare nelle amministrazioni.

Da qui bisogna partire per la ricostruzione del Governo pubblico nelle città. Occorre assumere la città come Bene comune, o meglio Bene pubblico, e rilanciare un marcato interventismo del decisore pubblico nelle grandi scelte progettuali e negli interventi sui servizi, quelli sociali in primis.

Si deve ragionare sul superamento del patto di stabilità.

Lo smantellamento di regole, vincoli e controlli infatti, lungi dall’aver dato i risultati promessi, ha reso le città meno vivibili e meno funzionali.

Per rilanciare una nuova fase di vita nelle città, per ridare alla politica il ruolo che le spetta occorre muoversi intorno ad alcune idee forza (presenti nel documento SEL e la città) e comunque individuare:

  1. Le città come grandi cantieri di riqualificazione energetica ed ambientale, ovvero la cultura delle opere diffuse, contrapposta alle grandi opere inutili.
  2. Una politica pubblica per dotare la città di reti efficienti e non inquinanti di trasporto.
  3. Una sistematica opera di messa in sicurezza del territorio.

Partendo da queste idee guida, elaborare :

  • una politica della casa e dell’abitare che sia di contrasto alle situazioni di marginalità e che nello stesso tempo miri alla ricostruzione del tessuto sociale;
  • una politica culturale che superi la logica consumistica dei grandi eventi;
  • una politica attenta agli insediamenti produttivi;
  • una politica di stimolo alla democrazia partecipata (ns proposta in merito a comitati di quartiere)
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