24-28 giugno, nota sui lavori parlamentari

Parlamento

Titti Di Salvo, vicecapogruppo alla Camera, ci racconta il lavoro di Sel in Parlamento tra il 24 e il 28 giugno 2013.

Premessa. I lavori della settimana si sono concentrati :

  • sulla legge delega sulla Giustizia
  • sul Consiglio d’Europa del 27/28 giugno
  • sulla mozione sull’indennizzo negli incidenti stradali
  • sulla mozione sui cacciabombardieri F35
  • sulla mozione sul dissesto idrogeologico

Legge delega sulla giustizia. Il voto sulla legge delega è stato rinviato alla prossima settimana per l’ostruzionismo prima – in Commissione Giustizia – della Lega e del M5stelle e poi – in aula – della Lega motivato dall’accusa di indulto o amnistia mascherata che si celerebbe dietro la proposta di legge e quindi motivata dalla contrarietà assoluta, argomentata con toni violenti e aggressivi rispetto a quelle scelte accusate di parteggiare per “Caino” (chi commette il delitto) invece che per “Abele” (la vittima). Nella discussione generale in aula è intervenuto Arcangelo Sannicandro.

Il senso della legge delega. La legge delega definisce le linee secondo le quali il Governo dovrà legiferare per pene alternative al carcere per reati fino a 6 anni e per la “messa alla prova” di detenuti che lo richiedano e che hanno commesso reati fino a 4 anni. Il senso della delega è duplice: da un lato, così come già avviene in altri paesi europei, individua modalità di espiazione delle pene, per alcuni reati, più efficaci nel recupero delle persone condannate; dall’altro inizia ad affrontare la vergognosa condizione delle carceri italiane: la corte di Strasburgo ha chiesto all’Italia di superare il sovra affollamento carcerario entro maggio del 2014 pena il pagamento di una multa salatissima.

D’altra parte le cifre del sovra affollamento parlano da sole (68000 detenuti a fronte di una capienza di 47000 unità. Il 30% della popolazione carceraria è costituita da stranieri, il 28% da tossicodipendenti). Affrontare di petto una situazione che trasforma la privazione della libertà in privazione della dignità richiederebbe molte scelte. Intanto il superamento di leggi come la Fini-Giovanardi sulle droghe, la Bossi-Fini che affolla le carceri con il reato di immigrazione clandestina e l’avvio di un piano di edilizia carceraria, ma la legge delega di cui si è discusso è comunque un primo passo verso la direzione giusta indicata dalla Corte Europea e, nel paese di Beccaria, verso un uso della pena non come vendetta ma come strada di recupero delle persone detenute.

Sel ha depositato all’inizio della legislatura proposte di legge (presentate con un viaggio itinerante nelle carceri) che vanno in questo senso (e anche quella per l’introduzione nel codice del reato di tortura) costruite insieme ad Associazioni da sempre impegnate su questo terreno, come Antigone.

Il dettaglio della legge delega. Pene detentive non carcerarie: viene introdotta come pena detentiva nel codice penale “la possibilità dell’arresto e reclusione presso il domicilio” (il “domicilio” può essere la dimora del condannato o un luogo di cura, di accoglienza e di assistenza) per reati puniti con la reclusione fino a 6 anni. La pena non può essere applicata in caso di abitualità o professionalità nel reato”.

Il giudice può decidere di applicarla secondo i criteri di cui all’art. 133 codice penale (l’articolo 133 è quello che definisce la gravità del reato agli effetti della pena )

Messa alla prova: si estende l’istituto, già tipico del processo minorile, anche al processo penale per adulti in relazione a reati di minor gravità. In sede di procedimento, l’imputato può chiedere la sospensione del procedimento e – attraverso un programma di lavori di pubblica utilità – la messa alla prova, che è causa estintiva del reato se va a buon fine. La messa alla prova è possibile solo per procedimenti relativi a reati puniti con la reclusione fino a 4 anni.

Vale la pena di ricordare che già i lavori della Commissione Grosso, Nordio, e soprattutto Pisapia, avevano evidenziato la necessità di “estendere al processo per adulti, tale istituto che, nel processo minorile ha dato risultati positivi in una percentuale, secondo stime del Ministero, attorno all’85%. Tale istituto, oltre a consentire di pervenire all’estinzione del reato, avrà sicuramente effetti positivi anche in termini di deflazione del carico giudiziario”.

La legge delega in sostanza cerca di conciliare il dovere politico e giuridico di rendere le nostre carceri meno disumane e più aderenti al principio costituzionale della rieducazione dei condannati, con l’esigenza della tutela della sicurezza dei cittadini, come evidente anche dai controlli previsti in relazione alla messa alla prova.

In sostanza quindi nel testo da un lato si prevedono pene detentive non carcerarie per reati di non grave allarme sociale, agevolandone il percorso rieducativo e deflazionando le presenza in carcere. Dall’altro lato attraverso la modalità di messa alla prova, si deflaziona il carico dei tribunali.

Consiglio d’Europa 27-27 giugno. Il Presidente del Consiglio ha riferito in Aula sulle posizioni con le quali l’Italia avrebbe partecipato al Consiglio d’Europa proseguendo nella richiesta, a nostro avviso molto debole, di concentrarsi sulla crescita e sul lavoro dei giovani. Così come molto debole è la Risoluzione presentata dalla maggioranza a cui abbiamo contrapposto una nostra Risoluzione di analisi sulle ragioni del fallimento dell’austerity europea, la necessità della golden rule (dello scorporo cioè dal computo del rapporto deficit/Pil di alcuni investimenti), il superamento del cappio al collo del’Europa del fiscal compact. Ecco la dichiarazione di voto di Gennaro Migliore.

Mozione sull’indennizzo negli incidenti stradali.

La nostra mozione su “Iniziative volte a garantire un adeguato risarcimento a favore delle persone che hanno subito danni da incidenti stradali”, che è stata respinta, chiede al governo di ritirare lo schema di decreto del Presidente della Repubblica, predisposto dal precedente governo, che adegua al ribasso i risarcimenti per le persone che hanno subito incidenti stradali (con un abbattimento medio del 60%). Si chiede inoltre di stabilire che le tabelle di Milano (considerate adeguate dalle stessa Corte di Cassazione) siano prese a riferimento da tutti gli uffici giudiziari italiani, in modo da definire un’entità del risarcimento uguale su tutto il territorio nazionale. Viene chiesto inoltre di contrastare truffe e abusi ai danni delle compagnie assicuratrici, finalizzate all’ottenimento illegittimo del risarcimento dei danni. In aula è intervenuto per la dichiarazione di voto Ferdinando Aiello.

Mozione F-35. A metà marzo, quindi all’inizio della legislatura, abbiamo presentato una mozione per cancellare la partecipazione italiana al programma dei cacciabombardieri F-35. Evidenti le ragioni di ordine politico a cui si aggiungono quelle di ordine economico, ricordando l’Italia della crisi e i 14 miliardi di risparmio che deriverebbero dalla cancellazione del programma di acquisto degli F35. La mozione – firmata anche da molti parlamentari del M5stelle e da alcuni parlamentari dl PD – si ricollegava alla Campagna Taglia le ali, promossa da molte associazioni (Sbilanciamoci, ecc…) e ha avuto il sostegno di una raccolta di firme promossa da Roberto Saviano, Don Ciotti, Gad Lerner, Veronesi. Dopo molti rinvii la nostra mozione è arrivata in aula, consentendo finalmente che sull’argomento si arrivasse ad un confronto pubblico. La discussione è stata segnata dalle difficoltà soprattutto del Pd a mantenere la nettezza degli impegni per il superamento del programma F35 assunto in campagna elettorale comunemente da Italia Bene Comune.

Alla fine la mozione Pd Pdl non parla di sospensione dell’acquisto, ma ipotizza un rinvio della decisione sull’acquisto ulteriore di F35 affidata ad una futura discussione parlamentare successiva ad una indagine conoscitiva, con un evidente paradosso ed un’altrettanta evidente ambiguità. La prima contraddizione sta nell’art.48 del decreto “del fare” che consente al Ministero della difesa di contrattualizzare la vendita delle armi! Nella discussione generale sono intervenuti Giorgio Airaudo, Donatella Duranti e Toni Matarrelli. La dichiarazione di voto è stata fatta da Giulio Marcon.

Mozione sul dissesto idrogeologico. La nostra mozione su “Iniziative per la tutela e la sicurezza del territorio, con particolare riferimento al dissesto idrogeologico” che è stata accolta chiede al governo di attivare un piano pluriennale per la difesa del suolo, come vera “grande opera” di questo paese, non solo per mettere in sicurezza il fragile territorio italiano, ma per rimettere in moto allo tempo stesso l’economia e l’occupazione su tutto il territorio nazionale. Abbiamo chiesto inoltre di escludere le risorse stanziate per la manutenzione del territorio e per il contrasto al dissesto idrogeologico dal patto di stabilità interno, nonché di aumentare le risorse che puntano alla messa in sicurezza preventiva, di ri-finanziare il fondo regionale per la protezione civile e di prevedere una normativa in materia di pianificazione urbanistica e di governo del territorio, che limiti il consumo del suolo e favorisca il riuso e la riorganizzazione delle infrastrutture esistenti. In discussione generale è intervenuto Kronbichler Florian. La dichiarazione di voto è stata fatta da Serena Pellegrino.

Question time e interpellanza urgente. Il question time è stato fatto da Giancarlo Giordano su “Iniziative per evitare disparità di trattamento derivanti dall’applicazione del recente decreto ministeriale riguardante l’ammissione ai corsi di laurea ad accesso programmato” e l’interpellanza urgente da Gennaro Migliore su “Iniziative per rilanciare il ruolo dell’Agenzia per l’Italia digitale e per dotare la stessa di un management che risponda a criteri di professionalità, merito e trasparenza

Commissione lavoro. In Commissione lavoro è proseguita l’indagine conoscitiva sulla disoccupazione giovanile e la discussione sul disegno di legge “quota 96″ che riguarda la modifica della legge Fornero entrata in vigore a a partire da gennaio 2012 e che perciò blocca l’uscita verso la pensione degli insegnanti che maturavano il diritto alla fine dell’anno scolastico.

E’ anche iniziata la discussione intorno a una nostra Risoluzione (presentata però anche da altri gruppi) che invita il governo a cancellare le decisioni della spending rewiev che trasferisce d’imperio gli insegnanti inidonei in mansioni del personale Ata: in questo modo si danneggia la qualità della scuola, si demansionano gli insegnanti collocandoli in ruoli per i quali non hanno nessuna preparazione e al contempo si mette anche a rischio l’occupazione precaria degli Ata. La decisione assunta è quella di andare verso una unica Risoluzione che superi la situazione dannosa da qualunque punto di vista.

La prossima settimana. La prossima settimana dovrebbe concludersi la discussione sulla legge delega sulla Giustizia e dovrebbe essere licenziato il decreto sull’ILVA.

Tratto da www.quellecattivedappertutto.wordpress.com, il blog di Titti Di Salvo

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