8-12 luglio, nota sui lavori parlamentari

Parlamento

Titti Di Salvo, vicecapogruppo alla Camera, ci racconta il lavoro di Sel in Parlamento tra l’8 e il 12 luglio 2013.

Premessa. Nella settimana dall’8 al 12 luglio i lavori della Camera si sono concentrati:

  • sull’esame della mozione sul bilinguismo
  • sull’esame della proposta di legge per l’istituzione della Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti
  • sul voto della mozione Ogm discussa nella settimana precedente
  • sul varo del decreto sull’Ilva

Ma il quadro non sarebbe completo se non si menzionasse la brutta pagina parlamentare di mercoledì 10 luglio, giorno successivo a quello in cui la Corte di Cassazione ha stabilito l’udienza del 30 luglio per la sentenza Mediaset e giorno in cui il Pdl ha chiesto e ottenuto dal Pd la sospensione dei lavori di Camera e Senato come esplicita reazione protesta a quella scelta. E’ vero che la richiesta del Pdl è stata di tre giorni di sospensione cosi come è altrettanto vero che alla fine la sospensione è stata solo di un giorno, ma la durata non riduce in nulla la lesione prodotta nei confronti delle istituzioni. Il racconto che è stato fatto dalla maggioranza parlamentare della giornata è tutto teso a sminuirne la portata politica riducendo a normale amministrazione ciò che è avvenuto. Si dice che è prassi che un gruppo parlamentare possa chiedere e ottenere la sospensione dei lavori dell’Aula in relazione a un proprio congresso o Assemblea. Ma in questo caso la richiesta è stata avanzata dal Pdl senza nessun paludamento e con grande enfasi è stata collegata proprio alle scelte della Corte di Cassazione. Che poi si sia trattato di un fatto politicamente rilevante e grave è testimoniato dalla frattura che sull’argomento si è prodotta dentro il Partito Democratico. Sel ha votato contro la richiesta di sospensione motivando la nostra contrarietà assoluta con il rifiuto di asservire le istituzioni alla lotta contro la magistratura proposta dal Pdl. In aula è intervenuto in questo senso Gennaro Migliore.

Mozione sul bilinguismo. A seguito della presentazione da parte del gruppo Fratelli d’Italia di una mozione sul tema, in aula si è discusso di “Iniziative a salvaguardia del bilinguismo nella toponomastica della provincia autonoma di Bolzano”. Come gruppo Sel abbiamo presentato una mozione (firmata insieme ad esponenti del Partito democratico, di Scelta civica e del gruppo misto minoranze linguistiche), che impegna il governo a mettersi in relazione con la Provincia autonoma di Bolzano per dirimere il contenzioso sull’uso del bilinguismo nella titolazione dei luoghi. La mozione di Fratelli d’Italia chiede infatti al governo di ritirare il ricorso proposto alla Corte costituzionale contro la legge della provincia autonoma di Bolzano che regola la toponomastica (cioè i nomi dei luoghi in quel territorio). In risposta il gruppo dei deputati sudtirolesi Volkspartei ha presentato una mozione chiedendo esattamente il contrario, cioè che non si arrivi al pronunciamento della Corte sulla legge provinciale in materia. In aula è intervenuto Florian Kronbichler. La dichiarazione di voto finale è stata spostata alla prossima settimana.

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali correlati. La proposta di legge discussa e votata in aula ripropone l’istituzione – con maggiori competenze rispetto al passato – della Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Sel ha dato parere favorevole. Crediamo infatti che il settore dei rifiuti sia un vero e proprio business che attira l’attenzione delle organizzazioni criminali come emerge nelle relazioni tra traffici illeciti di rifiuti e le ecomafie. La Commissione deve continuare a verificare puntualmente sull’applicazione delle normative vigenti in materia di rifiuti, nonché sul comportamento della pubblica amministrazione e sulle modalità di gestione dei servizi di smaltimento dei rifiuti da parte degli enti locali. Proprio per la gravità della situazione riteniamo sia importante che il Parlamento abbia una sede stabile in cui garantire attenzione a questo tema di alto impatto ambientale e soggetto al rischio di infiltrazioni criminali. In aula è intervenuto in discussione generale Michele Ragosta. Tutti i gruppi parlamentari, concordi sulle disposizioni della legge, hanno poi deciso di astenersi dalle dichiarazioni di voto (che per noi avrebbe fatto Filiberto Zaratti) per accelerare l’iter dei lavori.

Mozione OGM. La mozione sugli OGM era stata discussa la settimana precedente. Sul merito quindi rimandiamo alla nota della scorsa settimana. In questa settimana si è proceduto soltanto alla dichiarazione di voto finale, fatta da Franco Bordo per Sel, su una mozione unificata di tutti i gruppi parlamentari. Sel ha votato a favore anche se ha chiesto una votazione della mozione per parti separate perché abbiamo considerato troppo debole l’affermazione, contenuta tra gli impegni del Governo, secondo la quale si dice solo di valutare l’adozione della clausola di salvaguardia prevista dalla direttiva europea (e non di adottarla e basta). Su questo capoverso ci siamo astenuti.

Decreto Ilva. Il decreto “Nuove disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale” punta a dare una risposta alla gravissima emergenza ambientale di Taranto, ma allo stesso tempo introduce una procedura nuova nel nostro ordinamento capace di rispondere a possibili future situazioni analoghe, cioè situazioni in cui l’ambiente e la salute dei cittadini vengono compromesse da stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale. Riconosciuta l’importanza e l’urgenza di questo decreto, il nostro gruppo ha espresso diverse perplessità in merito che si sono poi tradotte nel voto di astensione. In particolare il lavoro in commissione ha sostanzialmente peggiorato il decreto, allentando i vincoli oltrepassati i quali scatterebbe automaticamente il commissariamento dell’impresa. Ad esempio viene introdotto il limite (assente nella stesura iniziale) dei 1000 dipendenti. L’azienda per poter essere commissariata deve avere almeno 1000 lavoratori dipendenti, come se una piccola azienda non possa produrre dei danni ambientali esattamente uguali ad una grande. Nel testo originario veniva scritto che l’inosservanza dell’AIA (Autorizzazione integrata ambientale) permetteva il commissariamento. Nel nuovo testo si parla invece di inosservanza reiterata, quindi se un’azienda inquina moltissimo ma soltanto una volta, il commissariamento non scatta. Si introduce nel nuovo testo l’avverbio “oggettivamente” rispetto ai pericoli per l’integrità dell’ambiente e della salute causati dall’attività produttiva di uno stabilimento, avverbio che provocherà problemi interpretativi a vantaggio dell’azienda. Siamo totalmente contrari alla nomina di Bondi come commissario dell’Ilva, essendo quest’ultimo tanto in stretti rapporti con la famiglia Riva – responsabile del disastro – da essere nominato amministratore delegato. In questo senso avremmo voluto un garante dell’AIA. D’altra parte proprio per evitare casi analoghi ci sembra sbagliato che nel decreto non esista un sistema organico di incompatibilità e decadenze per il commissario straordinario. In ultimo abbiamo fatto presente come la copertura finanziaria dell’opera di risanamento, ovviamente particolarmente onerosa, non sia a carico della comunità, ma della proprietà dell’azienda. Nel caso in cui l’azienda non disponga di tali somme, abbiamo presentato un emendamento che permettesse di recuperarle dal Fondo strategico italiano istituito presso la Cassa depositi e prestiti.

Il M5stelle ha inframezzato tutta la sua azione parlamentare sull’argomento con attacchi violenti e a tratti volgari nei confronti della Regione Puglia e del suo Presidente Nichi Vendola identificato come corresponsabile del disastro ambientale di Taranto, attacchi a cui abbiamo deciso di non rispondere se non alla fine della discussione del provvedimento – con l’intervento di Nicola Fraoianni – per evitare che le nostre critiche al decreto si disperdessero nella rissa verbale. Nella discussione generale sono intervenuti Filiberto Zaratti, Luigi Laquaniti, che è intervenuto anche sul complesso degli emendamenti, e la dichiarazione di voto finale è stata fatta da Donatella Duranti.

Question time. L’interrogazione a risposta immediata questa settimana è stata fatta, alla presenza del premier Enrico Letta, sul tema dell’immigrazione da Nicola Fratoianni.

Commissione lavoro. Nella settimana la Commissione lavoro ha discusso e votato il parere sulla parte di competenza del “Decreto del far””. Sel ha presentato un parere alternativo, perché fosse chiaro e inequivocabile il nostro giudizio contrario all’equazione tra semplificazione delle procedure e abbassamento delle tutele sulla salute e sicurezza del lavoro attraverso la modifica di parte del Testo Unico 81/2008.

Abbiamo chiesto in Commissione che si stralciassero dal decreto gli art.32 e 35 e “a bocce ferme” si facesse il punto sulla fisionomia ormai sfigurata del decreto 81/2008. Il parere dato dalla maggioranza della Commissione assume qualcuna delle nostre osservazioni ma l’impianto normativo e culturale rimane quello che abbiamo contestato e per questo abbiamo espresso voto contrario (vedi dichiarazione stampa)

Abbiamo depositato una nostra proposta di legge per affrontare e risolvere la situazione degli “Esodati”, ecco il testo.

Dimissioni in bianco. Così come ci eravamo impegnati a fare in campagna elettorale, abbiamo chiesto che si acceleri la discussione sulla proposta di legge contro il fenomeno delle dimissioni in bianco. Ricordate che la legge 188/2007 contro le dimissioni in bianco era stata abrogata dal ministro Sacconi (sempre sotto il capitolo “Semplificazioni”) e che la legge 92 Fornero – sotto la spinta del “Comitato per la 188″- ha introdotto una normativa sull’argomento a nostro avviso complicata e soprattutto inefficace. In particolare abbiamo chiesto l’accelerazione dell’iter legislativo della proposta di legge attraverso una lettera inviata alla Presidente della Camera firmata oltre che da noi, Nicchi/Di Salvo/Airaudo anche da parlamentari donne e uomini di tutti gli schieramenti politici.

La prossima settimana. La prossima settimana il calendario prevede la discussione:

  • sulla mozione sulla sospensione della rata 2013 del rimborso pubblico ai partiti
  • sulla proposta di legge sullo “scambio elettorale politico-mafioso”
  • sul “Decreto del fare”.

Tratto da www.quellecattivedappertutto.wordpress.com, il blog di Titti Di Salvo

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