22-27 luglio, nota sui lavori parlamentari

Parlamento

Titti Di Salvo, vicecapogruppo alla Camera, ci racconta il lavoro di Sel in Parlamento tra il 22 e il 27 luglio 2013.

Premessa. La settimana in aula è stata completamente assorbita dalla discussione e votazione del “Decreto del fare”. Si tratta di uno zibaldone di misure spesso per niente urgenti come invece richiederebbe l’utilizzo dello strumento del decreto. Complessivamente grande è la distanza tra il titolo evocativo del decreto e l’efficacia che avrà sul contrasto della crisi. Il Movimento 5 Stelle ha scelto la strada dell’ostruzionismo che ha bloccato il Parlamento per tutta la settimana facendo slittare la discussione su alcune proposte di legge particolarmente significative. come quella sull’omofobia.

La nostra opinione è la seguente:

  • Sul merito: di contrarietà al decreto del fare;
  • Sul metodo: l’ostruzionismo – utilizzato sempre – perde il suo valore di eccezionalità;
  • Il Movimento 5 Stelle ha prima chiesto al governo un incontro per subordinare l’atteggiamento sul decreto all’accoglimento di 8 emendamenti. In un secondo tempo ha subordinato l’interruzione dell’ostruzionismo allo spostamento a settembre delle riforme istituzionali;
  • Abbiamo più volte richiesto, in ultimo mercoledì in una conferenza stampa, che la discussione sulle Riforme istituzionali fosse spostata a settembre per l’ovvia ragione che un tema cosi rilevante come la modifica delle procedure costituzionali non potesse essere fatta di corsa con l’assillo delle vacanze;
  • Gli insulti alle istituzioni lanciate da Grillo fuori dal Parlamento e l’ostruzionismo fatto dentro il Parlamento finiscono per rafforzare il governo delle larghe intese
  • La maggioranza in generale ha per definizione la responsabilità di rinunciare al braccio di ferro per trovare soluzioni e mediazioni. In particolare questa maggioranza che ha una dimensione senza precedenti.

N.B.: Si è sviluppata sui giornali, sulla base di una presa di posizione di Roberto Saviano, la contestazione della nuova legge sul voto di scambio mafioso politico elettorale, 416 ter (vedi la Nota della settimana precedente). La critica è che la nuova formulazione indebolisca la perseguibilità dei reati di mafia. Come detto nella Nota che richiamavo, il testo approvato alla Camera era stato esattamente quello proposto dalla Campagna “Riparte il futuro” dei braccialetti bianchi. Detto ciò naturalmente critiche avanzate da fonti così autorevoli – anche se a 10 giorni dall’approvazione del testo alla Camera – vanno comunque prese seriamente in considerazione.

Decreto del fare. Visto lo stesso nome, ci aspettavamo un provvedimento che delineasse – attraverso le misure proposte – una linea di politica economica capace di aggredire la crisi, dare fiato alle imprese e creare posti di lavoro. Ci siamo ritrovati di fronte invece solo a degli scampoli di interventi modesti e dal dubbio impatto. Non si capisce quale sia la politica economica del governo, se non un continuo rinvio delle misure più importanti accompagnato da un insieme di interventi eterogenei e persino contraddittori nella logica di un provvedimento in stile “mille proroghe” più che di un disegno coerente ed organico di disposizioni incisive.

Come nelle altre misure di questi mesi, non c’è una politica della domanda capace di far ripartire produzioni e consumi; non c’è una politica di sostegno ai redditi – anche con misure fiscali che alleggeriscano il carico su lavoro e imprese – capace di dare respiro alle famiglie e attivare la domanda; non c’è nemmeno il germe di una politica industriale, capace di orientare lo sviluppo, le nostre vocazioni produttive, le eccellenze dei territori; non c’è una politica dell’innovazione e della ricerca.

Al contrario c’è uno zibaldone di misure – molte parziali e limitate – su cui si sono dovute confrontare una dozzina di commissioni, mentre le sue caratteristiche di provvedimento “omnibus” hanno determinato una discussione parlamentare faticosa e frenetica. Per tutto ciò il nostro giudizio sul decreto è stato negativo sulla filosofia, l’impostazione e l’indirizzo generale.

Naturalmente in un decreto “omnibus” come questo ci sono anche delle cose buone: alcuni milioni di euro per la messa in sicurezza delle scuole (che però sono una goccia nel mare rispetto agli investimenti che servirebbero per l’edilizia scolastica), un po’ di soldi ai piccoli comuni per le opere essenziali, lo sblocco parziale del turn over nelle università, la garanzia della Cassa Depositi e Prestiti alle imprese per l’acquisto dei macchinari, il finanziamento di alcune misure sulla mobilità e le infrastrutture.

Queste si accompagnano però a molte cose non condivisibili, ad esempio: la soppressione o la riduzione delle tasse sulle barche di lusso (non si capisce perché il proprietario di un’utilitaria debba pagare in proporzione 10 volte in più di un proprietario di una barca del valore di 200mila euro); l’ulteriore liberalizzazione del commercio delle armi, attraverso un articolo del decreto che fa delle nostre forze armate degli agenti di commercio per conto delle industrie belliche private; l’ulteriore deregolamentazione in materia di ristrutturazioni edilizie, della concessione dei permessi di costruzione, di autorizzazioni preliminari che rischiano di allargare le maglie dei controlli e dei vincoli necessari a garantirci dal rischio di nuovi abusi ed illeciti in materia edilizia; non condividiamo che si mantenga (rafforzandolo) il trattamento di favore CIP/6 per i termovalorizzatori, invece di procedere con decisione nella direzione della generalizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti e dello sviluppo delle energie alternative; l’indebolimento delle misure di prevenzione nei luoghi di lavoro, sotto il capitolo semplificazione con una equazione irricevibile dunque tra semplificazione e riduzione della tutela della salute e sicurezza delle persone.

Abbiamo anche avanzato seri dubbi sugli articoli che stabiliscono un nesso ancora più forte tra cooperazione allo sviluppo e commercio estero, rafforzando la pratica dell’aiuto “vincolato”, e senza nessuna garanzia che le nostre imprese rispettino le clausole sociali ed ambientali ed i diritti umani nei paesi beneficiari dell’aiuto pubblico allo sviluppo.

Si prevede, poi, che gli stagisti lavorino gratis per i tribunali, mentre in un altro decreto, quello del ministro Giovannini sul lavoro, si dice che gli stagisti dovranno ricevere un compenso, seppur piccolo e modesto. Un caso di vera schizofrenia governativa, soprattutto se il primo a venire meno a questo impegno verso gli stagisti è proprio il governo che li vorrebbe tutelare nel settore privato. Alle scuole si tagliano i fondi per le pulizie, riducendo posti di lavoro e svilendo la cura di quei luoghi sulle cui condizioni bisognerebbe al contrario investire.

Abbiamo provato a introdurre con degli emendamenti alcune misure per modificare il testo: il miglioramento della normativa sulla Tobin tax, il sostegno alle imprese e alle attività produttive con l’introduzione di fondi ad hoc e politiche di incentivi, la riconversione ecologica dell’economia, la soppressione degli articoli sulla sicurezza del lavoro. Molte di queste proposte sono state bocciate. Abbiamo presentato un ordine del giorno – che trasformeremo in un disegno di legge, per altro accolto dal governo, – per definire come ha fatto la svizzera con un referendum, la riforma del diritto societario, in modo che si ponga fine allo scandalo delle retribuzioni milionarie dei manager delle aziende quotate in borsa, nell’Italia dei bassi salari e dell’aumento delle diseguaglianze. In conclusione, il provvedimento è limitato e contraddittorio: ed è contraddittorio perché contraddittoria e innaturale è la maggioranza che sta alla base del governo, un governo in sostanza paralizzato dalle sue contraddizioni interne, senza visione comune, esposto quindi alle pressioni forti delle lobby.

Nella discussione generale sul decreto del fare sono intervenuti fra gli altri Giulio Marcon , Marisa Nicchi, Stefano Quaranta, Alessandro Zan, Filiberto Zaratti, Gianni Melilla, Giovanni Paglia, Nazzareno Pilozzi, Michele Piras. Sul voto di fiducia è intervenuto Gennaro Migliore. La dichiarazione di voto finale è stata fatta da Titti Di Salvo.

Question time. Il question time questa settimana è stato fatto da Arcangelo Sannicandro su “Iniziative di competenza per garantire l’effettivo accesso alla giustizia in Campania, in considerazione del processo di riorganizzazione degli uffici giudiziari”.

Commemorazione di Laura Prati. Gioviedì 25 luglio stata commemorata in aula Laura Prati, sindaca di Cardano al Campo morta dopo essere stata vittima di una sparatoria all’interno del Comune. Per il gruppo ha parlato Titti Di Salvo. Ecco l’intervento.

Commissione Lavoro. Giovedì è stata fatta una conferenza stampa per presentare la proposta di legge n. 1045 a firma Di Salvo, condivisa da Michele Meta (Pd) e dal Movimento 5 Stelle, sui requisiti per l’accesso al trattamento pensionistico del personale ferroviario. Ecco il testo.

Tratto da www.quellecattivedappertutto.wordpress.com, il blog di Titti Di Salvo

email

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>