16-20 settembre, nota sui lavori parlamentari

Parlamento

Titti Di Salvo, vicecapogruppo alla Camera, ci racconta il lavoro di Sel in Aula tra il 16 e il 20 settembre.

Premessa. Anche questa settimana i lavori della Camera sono stati fortemente condizionati dalla discussione paradossale sul futuro di Berlusconi dopo la condanna in via definitiva per frode fiscale – che sta ormai da mesi bloccando il paese – e dall’attesa di un suo video annunciato (il che la dice lunga su come il berlusconismo abbia “avvelenato” il paese).

Fino alla messa in onda del video e al primo voto della Giunta sulla decadenza di Berlusconi, la stessa legge contro l’omofobia e la transfobia, primo punto all’ordine del giorno dei lavori della Camera della settimana, è rimasta impantanata nella ricerca di un accordo nella maggioranza che alla fine è stato travolto dalla dichiarazione ufficiale da parte del Pdl di contrarietà di fondo alla legge, fino a quel momento espressa solo dalla Lega e da FdI.

La situazione politica dopo il messaggio di Berlusconi appare grottesca: la stabilità politica evocata come vantaggio principale del “governo di servizio” è platealmente cancellata dall’attacco, al limite dell’eversione, condotto dal leader di uno dei due soggetti principali della maggioranza nei confronti della magistratura e dall’invito alla ribellione nei suoi confronti. Qualche giorno fa poi l’Europa aveva strigliato il Governo per la cancellazione totale dell’Imu e, un giorno sì e l’altro pure, non manca il ricatto di Brunetta nei confronti del Governo ora sull’Imu e ora sull’Iva. Il tutto mentre langue la riforma del Porcellum – che Grillo vuole mantenere così com’è, come ha più volte dichiarato –, non si risolve l’ingiustizia degli esodati, aumenta il tasso di disoccupazione giovanile, chiudono le imprese, si riducono i consumi dei beni di prima necessità. Insomma una situazione paradossale che fa del Governo Letta il governo, al contrario delle sue affermazioni, più precocemente instabile che la storia più recente ricordi.

In questa clima nella settimana dal 16 al 20 settembre in Aula si sono discussi e votati:

  • legge contro l’omofobia e transfobia
  • la mozione sulla crisi di Irisbus e di BredaMenariniBus

Come sempre e più di sempre, Grillo fuori dal parlamento e M5s dentro al parlamento hanno usato toni aggressivi e violentemente sessisti nei confronti della Presidente della Camera, dimostrando il fastidio rispetto a chi interpreta nel modo più rigoroso la buona politica.

Legge contro l’omofobia e transfobia. Anche in questa legislatura, come nelle precedenti, la legge contro l’omofobia e la transofobia è stata fortemente ostacolata attraverso l’utilizzo di tecniche parlamentari per ottenere il suo continuo rinvio, ivi comprese le ben 3 pregiudiziali di costituzionalità che sono state presentate dalla Lega, da una parte del Pdl, da FdI.

Le pregiudiziali sono state respinte. Non avevano alcun principio giuridico, ma si basavano su pregiudizi di natura morale, come considerare l’essere omosessuali una malattia e rivendicare tale affermazione come “libertà d’opinione”: un vero e proprio concentrato di omofobia! Per arginare il tentativo continuo di rinvii, in Aula mercoledì abbiamo chiesto che si procedesse alla seduta fiume – cioè una seduta che finisce quando si esaurisce il voto finale sull’argomento in discussione -, ma la nostra richiesta è stata respinta.

Entrando nel merito della legge, il provvedimento, inseguito da più legislature, nasce da un testo firmato da duecento parlamentari (Sel, Pd, M5S) con l’obiettivo di introdurre degli elementi minimi di civiltà e antidiscriminatori nei confronti delle persone lgbt come in tutti i paesi europei. Infatti, fatta eccezione per l’Italia, l’Austria, la Bulgaria e Malta, ovunque sono presenti disposizioni penali per i crimini di odio contro le persone lgbt.

Il canale scelto dalla proposta di legge, di iniziativa parlamentare, per raggiungere l’obiettivo minimo – e contemporaneamente straordinario considerando che si tratta di un obiettivo mai raggiunto prima – è quello dell’estensione dell’art.3 della Legge Mancino ai reati nei confronti delle persone lgbt. Oggetto del contendere è stato a lungo in Commissione e poi in aula l’estensione delle aggravanti previste dalla legge Mancino per i reati d’odio (per ragioni religiose, razziali, ecc…) anche ai reati commessi nei confronti delle persone omosessuali e transessuali in ragione del loro orientamento sessuale.

L’altro scoglio molto importante nella discussione in Aula è stato la rivendicazione della libertà di pensiero ai sensi dell’art.21 della Costituzione che essendo pleonastica è apparsa sospetta e utilizzabile come lasciapassare per aggressioni verbali omofobiche e transfobiche. Addirittura, attraverso un sub-emendamento presentato da Scelta Civica e sostenuto dal Pd, si introduce una sospensione sostanziale dell’intero articolo 3 della Legge Mancino all’interno delle associazioni di natura politica, sindacale, religiosa, sanitaria, ecc..: quindi all’interno di queste associazioni è lecita qualsiasi aggressione, non violenta dice il testo, di natura omofobica e transofobica. L’estensione della Reale Mancino ai crimini di origine omotransfobica, per paradosso, coincide con un ridimensionamento dell’efficacia della norma, a danno di tutti i gruppi contemplati, dalle minoranze etniche a quelle religiose, alle persone omosessuali e transessuali: questo è il risultato della scelta del Pd di sacrificare la nettezza di una legge tanto attesa da donne e uomini discriminati in ragione del proprio essere; ai propri problemi interni, quelli che affiorano sempre quando si affrontano i diritti civili, rafforzati dal legame con Scelta Civica. Al netto della rottura con il Pdl, avvenuta per scelta del Pdl. Incomprensibile a noi è apparso dal primo momento come su questo tema (peraltro non previsto nel patto di governo), su cui era possibile una maggioranza parlamentare autonoma rispetto a quella delle larghe intese (Pd, M5S, Sel), il Pd abbia rinunciato a scegliere la strada migliore.

Abbiamo sostenuto con forza anche un emendamento, presentato anche dal M5S, per definire in modo preciso che cosa si intende per omofobia e transfobia, riprendendo definizioni presenti nella legislazione europea.

Infine, ci siamo astenuti sul voto finale con due motivazioni:

  1. non c’è dubbio che la legge votata costituisce un passo in avanti importante pur se fortemente indebolita dal submentamento di Scelta Civica;
  2. la nostra astensione è un invito forte perché al Senato si ponga rimedio a questa stortura.

Sulle pregiudiziali di costituzionalità è intervenuta Ileana Piazzoni. Sugli emendamenti sono intervenuti Daniele Farina, Gennaro Migliore, Titti Di Salvo, Arcangelo Sannicandro. La dichiarazione finale di voto è stata fatta da Alessandro Zan.

Mozione “Iniziative in ordine alla crisi di Irisbus e di BredaMenariniBus, anche in relazione alla situazione del trasporto pubblico locale”. La Irisbus di Flumeri (Avellino) e la BredaManeriniBus di Bologna sono le ultime due grandi aziende italiane produttrici di autobus. Lo stabilimento di Flumieri appartiene alla Fiat, quello di Bologna ha come maggiore azionista il Ministero dell’Economia. Entrambe le aziende, nonostante l’impiego di risorse pubbliche negli anni passati, hanno annunciato la dismissione degli stabilimenti con conseguente messa in mobilità e cassa integrazione di migliaia di lavoratori (contando anche le piccole e medie imprese collegate all’indotto). Questa scelta risulta paradossale se si considera che: i due poli sono una realtà d’eccellenza nel panorama europeo per la produzione di veicoli per il trasporto pubblico a basso impatto ambientale; la situazione per quanto riguarda il trasporto pubblico locale è emergenziale, sia per la presenza di veicoli inquinanti e vecchi non conformi alle normative europee, sia per la diminuzione continua dei servizi causati dagli ingenti tagli agli enti locali apportati in questi anni. Dunque risulta incomprensibile la scelta dei governi di non intervenire, che ha comportato un doppio spreco ai danni dei cittadini: primo perché il prodotto di queste aziende lo pagano i contribuenti italiani, e secondo perché paghiamo anche le multe della Comunità europea perché continuiamo ad inquinare noi stessi, il nostro paese e la nostra parte di continente. Il prodotto di queste aziende è strategico perché riguarda il bene comune, la mobilità, il diritto a muoversi pubblicamente di cittadini e cittadine.

E’ stata approvata una mozione, presentata dal gruppo Sel a prima firma Giordano, che chiede al governo di aprire un tavolo con la conferenza delle regioni sul trasporto pubblico locale, che si impegni per migliorare il servizio anche con un rinnovamento del parco autobus tramite l’impiego di bus ecologici. L’obiettivo deve dunque essere quello di rilanciare il settore, con un beneficio per i lavoratori e per i cittadini, bloccando prospettive di delocalizzazione soprattutto a fronte dei diversi finanziamenti pubblici, sia diretti sia tramite la cassa integrazione, di cui hanno beneficiato le aziende.

In discussione generale sono intervenuti Giorgio Airaudo e Giancarlo Giordano. La dichiarazione di voto è stata fatta da Giancarlo Giordano.

Question time. Il question time ha riguardato le esternalizzazioni del Monte Paschi ed è stato fatto da Alessandro Zan.

Commissione Lavoro. In Commissione è iniziato in settimana l’esame sulle proposte di legge sulle dimissioni in bianco che abbiamo presentato per ripristinarla legge 188/2007 (Nicchi-Di Salvo).

Tratto da www.quellecattivedappertutto.wordpress.com, il blog di Titti Di Salvo

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