14-18 ottobre, nota sui lavori parlamentari

Parlamento

Titti Di Salvo, vicecapogruppo alla Camera, ci racconta il lavoro di Sel in Aula tra il 14 e il 18 ottobre.

Premessa. Nella settimana dal 14 al 18 ottobre alla Camera è iniziata la discussione su alcuni provvedimenti che si concluderanno successivamente (Legge sugli orari dei servizi commerciali, Frontalieri) ed è invece terminato l’esame di:

  • Decreto sull’Imu, che contiene anche lo stanziamento di risorse parziali per la copertura della Cig in deroga e la salvaguardia di 6500 persone licenziate individualmente e incappate nella tagliola della Legge Fornero sulle pensioni e dunque prive di lavoro e pensione;
  • Legge sul finanziamento pubblico ai partiti;
  • Legge sulla diffamazione.

Nel corso della settimana, però, gli elementi più rilevanti che hanno fatto da contesto ad ogni altra discussione parlamentare sono stati il varo della legge di stabilità – in linea con la politica economica sbagliata e inefficace dei governi precedenti – e la ripresa delle ostilità dentro la maggioranza di governo e nei singoli partiti della maggioranza di governo. Alla faccia della “stabilità” che dovrebbe essere il valore aggiunto del Governo Letta. Ostilità così profonde da impedire – per l’ennesima volta e a sette mesi dall’inizio della legislatura – l’insediamento della Commissione Antimafia, mentre in Lombardia per la prima volta, a Sedriano, viene sciolto un Consiglio Comunale con l’accusa di infiltrazioni mafiose.

Insomma una situazione politica paradossale che ha sullo sfondo ancora la sorte di Berlusconi e la sua decadenza da senatore, e da contorno la ristrutturazione ancora indefinita della destra politica – con la crisi conseguente di Scelta Civica e l’attivismo di Casini e di Comunione e Liberazione capofila del processo – e del partito democratico in congresso permanente. Intanto la crisi economica continua a mordere e i dati sulla disoccupazione giovanile continuano a crescere, al netto dell’ottimismo del Presidente del Consiglio.

Disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale
Abbiamo votato contro questo provvedimento – che abolisce il pagamento dell’Imu sulla prima casa – giudicato negativamente peraltro anche dai Sindacati, dalla Confindustria, dal mondo finanziario, dalle associazioni degli inquilini, così come dalle rappresentanze degli artigiani e delle piccole imprese. E’ evidente che il decreto nasce dal ricatto politico del Pdl al danno del Paese, a cui il Partito democratico si è piegato in nome della “stabilità” peraltro inesistente. Questo ricatto ha già portato all’aumento dell’IVA e proseguirà con l’introduzione della service tax che trasferisce sugli inquilini parte degli oneri fiscali che prima gravavano sulla proprietà. E’ sbagliata la scelta di riequilibrare al contrario la pressione fiscale, aumentando le imposte su persone fisiche e imprese e riducendole sui patrimoni, mentre assistiamo ad un’ulteriore esplosione della diseguaglianza e ad un aumento drammatico della povertà. Si elimina l’unica patrimoniale esistente, in un paese che tassa oltre misura redditi, profitti, consumi, abitudini, che tassa la birra come un bene di lusso – mentre il FMI indica la strada della patrimoniale come scelta per recuperare le risorse necessarie a finanziare gli investimenti pubblici per uscire dalla crisi – e si insiste a spostare il peso fiscale su redditi e consumi anziché sulla ricchezza, cioè la parte morta dell’economia. L’ipocrisia è enorme anche rispetto al problema complesso che è il diritto alla casa nel nostro Paese: si possono trovare 2 miliardi e 400 milioni per sgravare tutti dall’IMU, anche i proprietari della case di lusso, anche quel 10% della popolazione che possiede il 50% della ricchezza nazionale, mentre si investono solo 50 milioni per tutelare le famiglie in difficoltà con affitti e mutui. La stessa impostazione ispira la parte del decreto che riguarda la cassa integrazione in deroga e gli esodati: le risorse sono scarse e insufficienti e soprattutto ancora una volta non si trova una soluzione definitiva né per la Cassa in deroga né per riportare alle condizioni precedenti le persone espulse dalle imprese che la Legge Fornero ha lasciato senza pensione, gli esodati appunto. In ultimo le coperture del decreto sono a nostro avviso inaccettabili: si prendono 100 milioni dai fondi per le assunzioni nel comparto sicurezza e nei vigili del fuoco, 300 dal fondo per la manutenzione della rete ferroviaria (in barba alle tragedie anche recenti), 20 dalle assunzione finalizzate alla lotta all’evasione fiscale e 600 dal condono delle sanzioni alle società di slot machine, a fronte di un debito di 2,4 miliardi.

La discussione generale era cominciata la settimana scorsa ed era intervenuto Giovanni Paglia. La dichiarazione di voto finale è stata fatta da Giovanni Paglia. Durante la fase degli emendamenti si è sviluppata per ore in Aula, sulla base di nostre proposte emendative (Di Salvo), una discussione su due argomenti:

  • L’eliminazione delle penalizzazioni che per la Legge Fornero sono attribuite alle persone (lavoratori e lavoratrici precoci) che se non maturano 62 anni di età entro il 2017 possono comunque andare in pensione con le regole precedenti se hanno maturati i contributi necessari. Le penalizzazioni arrivano se i contributi non sono effettivi e dunque sono figurativi: vuol dire donne che hanno alle spalle periodi di maternità facoltativa, persone che hanno usato permessi ai sensi della legge 104, cig, ecc…
  • La soluzione strutturale del tema degli esodati;

Legge sul Finanziamento pubblico ai partiti
Si è votato definitivamente il disegno di legge sul finanziamento pubblico dei partiti su cui abbiamo scritto ampiamente nella Nota della scorsa settimana, a cui rimandiamo. La dichiarazione di voto è stata fatta da Sergio Boccadutri.

Disegno di legge sulla diffamazione
Questo provvedimento era atteso da diverse legislature. Il nostro Paese da questo punto di vista è molto arretrato, tanto che l’ambito di applicazione di questa norma era ancorato ad una legge del 1948. Lo stesso testo da cui siamo partiti ha quasi venti anni di militanza parlamentare. Questo enorme ritardo è evidente nell’inadeguatezza del testo, su cui abbiamo dato parere contrario, figlia di un paese affetto da un grande digital divide, che accede alla banda larga con difficoltà, e che non rispecchia quindi la grande evoluzione della rete che è diventato ufficialmente un organo di informazione. Abbiamo provato a migliorare il testo, rafforzando la libertà di informazione e chiedendo di eliminare non solo lo straordinario deterrente alla libertà stessa che è il carcere, ma anche di agire su quella che viene definita la “querela temeraria” che spesso si trasforma in una vera e propria querela intimidatoria, ma le nostre proposte non sono state accolte. Per questo abbiamo vitato contro la proposta di legge.

La dichiarazione di voto è stata fatta da Daniele Farina.

Question time
Il question time questa settimana è stato fatto da Arturo Scotto sulla discarica di Giuliano della “Terra dei fuochi” in Campania.

Informativa del Governo
Nel corso della settimana è stata fatta in aula l’informativa del Ministro Quagliarello sullo stato del percorso avviato di Riforme istituzionali.

Per il gruppo è intervenuto Gennaro Migliore.

Commissione Lavoro
In Commissione lavoro è iniziata la discussione sul decreto 101/2013 che riguarda la Pubblica Amministrazione. Al decreto proporremo molti emendamenti a partire dalla richiesta di proroga di 36 mesi dei contratti precari in scadenza a dicembre 2013 senza i quali chiuderanno i servizi pubblici in questi anni in interi settori sulle loro spalle.

Tratto da www.quellecattivedappertutto.wordpress.com, il blog di Titti Di Salvo

email

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>