Cancellazione treni sulla Milano-Venezia, l’interrogazione di Sel

Treno

Nella settimana appena conclusa, durante il question time, Sinistra Ecologia Libertà ha portato in Aula il proprio disappunto circa la cancellazione di otto treni interregionali tra Milano e Venezia, risorsa preziosa per tanti pendolari. La situazione, nella nostra provincia, colpirà soprattutto l’importante snodo della stazione di Treviglio e quindi l’area della Bassa bergamasca. Di seguito, l’interrogazione a risposta immediata presentata da Luigi Lacquaniti, deputato di Sinistra Ecologia Libertà.

In data 9 luglio 2013, Regione Veneto ha comunicato in via ufficiale ed in modo unilaterale la soppressione, a partire dall’entrata in vigore dell’orario invernale, di otto treni interregionali che oggi collegano Venezia a Milano e viceversa. I treni in via di soppressione risultano essere i numeri 2090, 2098, 2106, 2110 in partenza da Venezia e i numeri 2089, 2095, 2107 e 22113 in partenza da Venezia; 
la regione Veneto ha motivato tale scelta con una necessaria rimodulazione del servizio ferroviario interno regionale, che non prevede più treni di collegamento a lunga percorrenza con altre regioni; 
quella che viene tecnicamente definita come «rottura di carico» prevede nei fatti che le migliaia di persone che usufruiscono del trasporto su rotaie dovranno necessariamente utilizzare Frecciarossa e Frecciabianca con costi aggiuntivi e disagi, poiché i treni regionali che partono da Venezia faranno capolinea a Verona; 
a seguito della decisione, i pendolari diretti o in arrivo nelle stazioni di Peschiera, Desenzano, Brescia, Rovato, Chiari, Romano di Lombardia e Treviglio, che viaggiano sulla direttrice Milano-Brescia-Verona, saranno costretti al cambio treno e all’utilizzo del Frecciarossa o del Frecciabianca; 
la situazione sarebbe ancora più drammatica se la regione Lombardia decidesse di effettuare una analoga «rottura di carico», con i treni lombardi che così fermerebbero a Desenzano, senza più proseguire, come invece avviene oggi, per Verona; 
suddette scelte, se confermate, isolerebbero nei fatti la regione Lombardia e la regione Veneto, privilegiando esclusivamente il trasporto ad alta velocità, ma penalizzando le migliaia di pendolari che vivono sui territori compresi tra le regioni –: 
se il Ministro interrogato sia a conoscenza di tale situazione e di altre analoghe nel Paese e quali iniziative, di competenza, intenda intraprendere affinché vengano scongiurati tali disagi ai pendolari mediante politiche di promozione del servizio di trasporto su ferro locale, che, al di là delle specifiche competenze e responsabilità regionali, ha comunque necessità di adeguate risorse e di una politica di trasporto coordinata a livello nazionale.

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Nella risposta, Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, non ha tuttavia fornito soluzioni a breve termine, rinviando invece “Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato gli oneri del trasporto pubblico”. Nel video potete trovare la risposta del Governo e la controreplica di Lacquaniti.

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