ILVA, I fatti del governo pugliese

Ilva

Dopo 50 anni di silenzi, omertà, indifferenza, nel 2005 la Regione Puglia inizia a occuparsi dell’ILVA e dell’inquinamento a Taranto. Con iniziative e leggi innovative e pionieristiche.
Ecco come il Governo di Nichi Vendola si è impegnato per coniugare diritto al lavoro e diritto alla salute.

1961.
ILVA apre i cancelli a Taranto.

1981.
La Pretura di Taranto indaga per getto di polveri e inquinamento da gas, fumi e vapori, i vertici dell’Italsider. Il Comune di Taranto si costituirà parte civile, salvo poi revocarne la costituzione poco prima della sentenza. Il processo termina con la condanna a 15 giorni di reclusione per il direttore dello stabilimento con l’accusa di getto di polveri, ma non di inquinamento.

1991.
Il Ministero dell’Ambiente dichiara l’area di Taranto (564 km) “area ad elevato rischio ambientale”.

2003.
Creazione dell’ARPA. Il Presidente Raffaele Fitto istituisce l’ARPA la cui gestione viene affidata a Maurizio Rampino (suo cugino). Attività: accordo di programma.

2005.
Elezione di Nichi Vendola a Presidente della Regione Puglia.

2006.
Parliamo di diossine. Il Governo Vendola ufficializza il tema diossina nell’Atto d’Intesa Regione-ILVA. Chiede di procedere alla misurazione degli inquinanti emessi.

2007.
Iniziano i monitoraggi. Campagna di monitoraggio delle emissioni del camino E312. In contemporanea viene svolto il monitoraggio di microinquinanti organici nel comune di Taranto.

2008.
Lettera al Presidente del Consiglio. Il Presidente Nichi Vendola decide di scrivere al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per la salvaguardia di Taranto.
Legge anti-diossina. La Regione approva una innovativa norma che fissa valori limite stringenti per l’emissione di diossina, utilizzando una unità di misura non contemplata dalla legislazione italiana, che tiene conto della tossicità della diossina emessa.
Registro Tumori. Stanziati 250.000 euro per istituire il Registro Tumori Puglia, “in considerazione della necessità di approfondire il dato di alcune realtà geografiche in cui si concentrano patologie tumorali”, come da testo di delibera di giunta.
Monitoraggi. Proseguono i monitoraggi nell’aria e negli allevamenti.

2009.
Benzoapirene. A gennaio del 2009, l’ARPA accerta il superamento del Benzoapirene nel PM10 (una polvere sottile, risultato della produzione).
Monitoraggi. ARPA intensifica il monitoraggio su diossine e benzopirene.

2010.
Divieto di pascolo. In base ai dati dei monitoraggi, il Governo Vendola ordina il divieto di pascolo nelle aziende allocate nel raggio di 20 km da ILVA.
Stop Benzoapirene. A giugno l’Arpa Puglia produce una relazione sul superamento dei valori limite di benzoapirene. Il Sindaco di Taranto Ippazio Stefàno impone all’azienda di rientrare nei valori limite.
Intervento del Governo Berlusconi. In data 13 agosto, si assiste increduli all’intervento del Ministero dell’Ambiente in favore dell’ILVA, attraverso il Decreto “Salva ILVA”, che proroga al 2013 il raggiungimento del valore obiettivo per l’emissione di benzoapirene.
Una legge regionale. In risposta al governo, gli uffici regionali iniziano a lavorare ad una legge che imponga il limite di 1 mg di benzoapirene per metro cubo di aria.
La legge regionale anti BaP. La legge regionale anti BaP(benzoapirene) fissa il valore di un nano-grammo (e non milligrammo, come riportato).
Piano di risanamento. A seguito del riscontro dei superamento di BaP, la Regione avvia un piano di risanamento per il rione Tamburi di Taranto con un monitoraggio diagnostico del BaP, unico in Italia per intensità (6 mesi continuativicon circa 1.800 campioni).

2011.
Legge sul benzoapirene. La Puglia emana, unica in Italia, una legge regionale che prevede un intervento immediato in casodi superamento del limite di emissione di benzoapirene e indica precisi obblighi per le industrie.
Autorizzazione Integrata Ambientale. La Regione impone che nell’AIA ministeriale ci siano alcune prescrizioni, fra le quali: a) il rispetto degli accordi sanciti dal Protocollo di Intesa sulla diossina del 2009; b) il riesame dell’AIA nel momento in cui vengano superati i limiti di emissione di benzoapirene; c) l’istituzione di un tavolo tecnico con il compito di valutare gli effetti cumulativi delle aziende sui cittadini di Taranto.
Tavolo tecnico per lo studio della mortalità. Viene istituito un tavolo tecnico per uno studio più approfondito delle cause di mortalità nella città di Taranto.

2012.
Nichi Vendola scrive a Clini. A marzo il Presidente Vendola chiede il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, perché i livelli di benzoapirene continuano ad essere sopra la norma.
Intervento della Magistratura.
Valutazione del Danno Sanitario. A luglio il Consiglio Regionale approva una legge regionale, che introduce lo strumento della valutazione del danno sanitario nell’ambito dei procedimenti di autorizzazione ambientale degli impianti industriali. Si tratta di una rivoluzione copernicana: al centro del sistema non più la fabbrica fordista, ma l’uomo e la qualità della sua esistenza.
Nuova AIA. Nell’ambito del riesame dell’AIA, richiesta dal Presidente Vendola a marzo, la Regione Puglia introduce alcune prescrizioni per l’azienda: a) campionamento a lungo termine delle diossine; b) l’introduzione della Valutazione del Danno Sanitario nel procedimento di autorizzazione; c) l’obbligo per l’azienda di rendere accessibili i sistemi di monitoraggio in continuo delle emissioni in atmosfera.

2013.
Inizio pubblicazione dei dati sulla qualità dell’aria interna all’ILVA. Pubblicazione Relazione Qualità dell’aria a Taranto
MARZO 2013. Accreditate dall’AIRTUM le sezioni di Taranto e Lecce del Registro Tumori Puglia.
APRILE 2013. Rapporto Valutazione Danno Sanitario ILVA di Taranto.
GIUGNO 2013. Attivazione del reparto di Radioterapia Metabolica presso l’Ospedale SS. Annunziata di Taranto.
GIUGNO 2013. Commissariamento dell’ILVA.
OTTOBRE 2013. Approvato dal Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle malattie. Il progetto messo a punto da ARPA, ASL TA e Istituto Superiore di Sanità che prevede:
• Costruzione di mappe geo-referenziate di contaminazione ambientale (ISS, ARPA Puglia);
• Studi sul rischio di endometriosi per esposizione a contaminanti organici persistenti (diossine, PCB e IPA) e relativa interazione gene-ambiente in donne in età fertile (ISS, ASL Taranto, ARES Regione Puglia);
• Studio sull’esposizione a metalli con proprietà neurotossiche e in associazione alla valutazione delle funzionicognitive in soggetti in età evolutiva (ISS, ASL Taranto);
• Studi in vitro sul particolato atmosferico della città di Taranto ed altre aree urbane e rurali di controllo (ISS).

In corso.
Assunzioni di 19 operatori ARPA e 18 operatori ASL TA per le attività del Centro Salute-Ambiente:
• Potenziamento attività di screening oncologici;
• Sorveglianza sanitaria della salute respiratoria e cardiovascolare della popolazione con interventi di promozione attiva;
• Potenziamento controlli ambientali e potenziamento attività di laboratorio per analisi ambientali/sanitarie;
• Studio dell’esposizione della popolazione ad idrocarburi policlici aromatici.

ILVA: interventi regionali dall’apertura a oggi

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