2-6 dicembre, nota sui lavori parlamentari

Parlamento

Titti Di Salvo, vicecapogruppo alla Camera, ci racconta il lavoro di Sel in Aula tra il 2 e il 6 dicembre.

Premessa
Nella settimana che si è appena conclusa la Corte Costituzionale ha emesso il parere sull’eccezione di costituzionalità presentata sul Porcellum e ha definito incostituzionale sia il premio di maggioranza che le liste bloccate, anche se per la verità solo la lettura delle motivazioni ci aiuterà a comprendere meglio ragioni e contenuti delle scelte annunciate dalla Corte con il secco comunicato dell’altra sera.

Oggi possiamo dire che, con le modifiche abrogative delle parti indicate, il Porcellum è ancora una legge operativa, proporzionale e con voto di preferenza. Quindi la sentenza della Corte non riesuma il Mattarellum – legge elettorale che noi avremmo preferito  (abbiamo depositato a marzo il disegno di legge dedicato)  e su cui abbiamo promosso un referendum sostenuto da 1 milione di firme che la stessa Corte ha ritenuto di non ammettere. Naturalmente la sentenza della Corte che noi abbiamo subito salutato come un fatto positivo, non rituale e successivo al fallimento della politica, viene e verrà utilizzata, non solo dal M5s e da Berlusconi, per dichiarare l’illegittimità delle Istituzioni. Siamo di fronte ad una situazione di crisi democratica rispetto alla quale c’è chi soffia sul fuoco e punta al crollo del sistema. Ma oltre il sistema democratico c’è la notte buia. Noi non rinunciamo alla politica e continuiamo a distinguere il valore della democrazia e delle Istituzioni dagli errori della politica e dei partiti. Abbiamo oggi chiesto che la legge elettorale venga incardinata alla Camera dove esiste la possibilità concreta di una legge che, superato il Porcellum, consenta agli elettori di scegliete chi li rappresenta ma non sia il ritorno indietro verso la Prima Repubblica.

In questo clima lo scontro tra le forze politiche alla Camera è stato violento, soprattutto tra M5s e Laura Boldrini, bersaglio privilegiato della loro aggressività contro le istituzioni.

Nel corso della settimana gli atti parlamentari sono stati:

  • informativa sul fermo di 22 tifosi laziali a Varsavia;
  • informativa sull’incendio della fabbrica tessile di Prato;
  • voto sul decreto di finanziamento delle Missioni internazionali;
  • voto sulla ratifica dell’accordo internazionali su TAP;
  • elezione componenti Cassa Depositi e Prestiti

Decreto Missioni internazionali
Dopo settimane di ostruzionismo parlamentare contro questo decreto, il governo ha deciso di porre la fiducia, un atto a nostro parere gravissimo, che esautora il Parlamento su una materia altamente politica, togliendogli la legittimità di discutere di politica estera e di difesa. Fin dall’inizio ci siamo opposti a questo provvedimento portando avanti alcune richieste: la prima era di scorporare il decreto. Infatti viene messo insieme, in un unico articolo, il rinnovo di tutte le 24 missioni internazionali in cui l’Italia è coinvolta, senza alcuna distinzione di merito. Abbiamo chiesto che le missioni venissero analizzate una per una, facendo anche un bilancio sui risultati ottenuti in quei territori come l’Afghanistan in cui siamo presenti da oltre dodici anni. In secondo luogo avevamo chiesto che si destinassero maggiori risorse alla cooperazione, allo sviluppo e alla promozione dei diritti universali, ma non siamo stati ascoltati. Ovviamente abbiamo dato parere contrario alla fiducia. Questo provvedimento è particolarmente importante e strategico in quanto definisce il ruolo del nostro Paese nel Mediterraneo, l’approccio al nodo della pace e della guerra, della risoluzione dei conflitti regionali, dell’applicazione delle disposizioni dello Statuto dell’ONU (in cui si dice che in caso di minaccia di guerra bisogna lavorare per il mantenimento della pace con negoziati, mediazioni, ecc…) e della nostra Carta Costituzionale (che all’articolo 11 afferma che l’Italia ripudia la guerra). Inoltre, in un momento di forte crisi, si sceglie ancora una volta di destinare moltissime risorse alle spese militari e alle missioni di guerra (più di 26 miliardi), mentre non si trovano i soldi per i bisogni fondamentali dei cittadini, come il lavoro, la sanità, la scuola. Abbiamo ottenuto la calendarizzazione della legge quadro sulle missioni internazionali, che abbiamo chiesto fin dall’inizio del dibattito, denunciando il fatto che su una materia così importante non si possa agire con decreto, mentre non abbiamo avuto risposte sulla richiesta di calendarizzare una nuova legge sulla cooperazione internazionale. Su voto di fiducia è intervenuta Donatella Duranti. In dichiarazione di voto è intervenuto Arturo Scotto.

Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra la Repubblica di Albania, la Repubblica greca e la Repubblica italiana sul progetto “Trans Adriatic Pipeline” (TAP)
Il progetto del gasdotto Trans Adriatic Pipeline (TAP) prevede il trasporto di gas naturale dal giacimento azero di Shah Deniz verso l’Europa. I paesi coinvolti nel progetto sono la Grecia e l’Albania, con l’attraversamento del Mar Adriatico, fino alla costa meridionale pugliese nella provincia di Lecce. Il gas sarà trasportato attraverso una condotta di acciaio lunga 800 chilometri. Per la parte italiana è prevista la realizzazione di una condotta offshore lunga 45 chilometri, dal limite delle acque italiane alla costa, e una di 5 chilometri, onshore, dalla costa al terminale di ricezione e depressurizzazione del comune di Melendugno. Da lì si attaccherà alla rete nazionale dei metanodotti Snam. Per realizzare il progetto è stata costituita la società TAP AG, fatta da società svizzera, norvegese e tedesca. Il Parlamento è stato chiamato a ratificare questo accordo in tempi brevi, non sufficienti ad analizzare la complessità dell’opera che ha molti aspetti non chiari e senza aver coinvolto le comunità locali. Per questo abbiamo presentato la pregiudiziale e la sospensiva, che non è stata approvata, chiedendo al parlamento di sospendere l’esame del disegno di legge fino a quando non si fosse conclusa la fase di valutazione del progetto. Gli aspetti che non ci convincono infatti sono parecchi, primo fra tutti l’utilità di questa grande opera. Il nostro Paese produce già quantità di gas superiori al fabbisogno nazionale (quasi il 50% in più secondo le dichiarazioni dell’Authority per l’energia), che infatti vengono destinate al Nord Europa. Non vorremmo che quindi questa si riveli di qui a qualche anno una scelta non strategica e inutile. In secondo luogo la bozza di progetto presentata dalla società TAP AG illustrata alla Regione Puglia presenta soluzioni non soddisfacenti e poco chiare rispetto alla realizzazione del progetto stesso. Non da ultimo ci sono i problemi ambientali che la grande opera potrebbe provocare: la procura della Repubblica di Lecce ha sollevato molti dubbi rispetto ai danni al fondale di San Foca. Il progetto dunque andrebbe rivisto in larga parte innanzitutto con le popolazioni locali. Non accettiamo che ancora una volta non si coinvolgano i cittadini direttamente interessati dall’opera, generando tensione sociale come è accaduto in Val Susa con il progetto della TAV. Pretendiamo il rispetto della convenzione di Aarhus, recepita dall’Italia già con la legge n.108 del 2001, che vincola all’ascolto del territorio e delle comunità locali come diritto che non si può negare. Cosa che la Regione Puglia sta già portando avanti con una consultazione ampia che pretendiamo venga presa in considerazione, così come il contro rapporto che il comune di Melendugno ha presentato al Ministero dell’Ambiente redatto da un gruppo vasto di giuristi, tecnici, chimici, medici, ricercatori coordinato dal professor Dino Borri. Abbiamo ovviamente dato parere contrario alla ratifica che è stata approvata. Nonostante l’evidente dissesto idrogeologico del nostro Paese, davanti alle tragedie che il maltempo e l’incuria continuano a mietere, si preferisce ancora una volta avere come priorità l’interesse di pochi piuttosto che quello dei cittadini. Per la pregiudiziale è intervenuto Arturo Scotto, in dichiarazione di voto Annalisa Pannarale.

Informativa urgente su tragedia a Prato
Abbiamo voluto manifestare la nostra vicinanza e solidarietà alle famiglie delle sette vittime dell’incendio della fabbrica di Prato in cui venivano sfruttati e alla comunità cinese indossando in aula un fiore bianco sul petto, colore simbolo del lutto in Cina. Quello che abbiamo chiesto, come per le altre tragedie che possono essere evitate che si consumano nel nostro Paese, sono risposte politiche: più ispezioni, che vuol dire più ispettori, e quindi approvare l’emendamento che abbiamo presentato alla legge di stabilità che sblocca il turnover e prevede mille ispettori in più. Trasparenza e certificazione sociale di stampo europeo per tutte le aziende che sono a capo di filiere, affinché rispondano di tutta la catena produttiva. Smascherare il lavoro nero applicando coerentemente i parametri di congruità (rapporto fra produzione e lavoratori necessari per produrre). Istituire una Commissione Parlamentare, con funzioni ispettive. Che si faccia di più per migliorare la tutela della vittima di sfruttamento che denuncia, ad oggi lasciata da sola e senza la tutela del sindacato, con il rischio di perdere il lavoro e quindi il permesso di soggiorno a causa della legge Bossi Fini. Per il gruppo è intervenuta Marisa Nicchi.

Informativa sui tifosi laziali fermati in Polonia
Il governo ha riferito in aula sul fermo di 22 tifosi a Varsavia in occasione della partita di calcio Lazio–Legia Varsavia. Per quando abbiamo appreso con soddisfazione che il Ministero degli Esteri italiano si stia occupando dell’accaduto, riteniamo che la reazione sia stata tardiva. Crediamo infatti che le forze dell’’ordine polacche abbiano avuto una reazione esagerata procedendo all’arresto in mancanza di feriti, di scontri fisici, di danni a vetrine o cose e che ci siano state delle gravi lesioni dei diritti dei cittadini italiani, soprattutto nella modalità di svolgimento dei processi. Per questo abbiamo chiesto che questi 22 fermati vengano immediatamente riportati in Italia. Per il gruppo è intervenuto Filiberto Zaratti.

Question time
Il question time questa settimana è stato fatto da Toni Matarrelli su “Chiarimenti in merito a criteri ed effetti della sperimentazione che prevede l’abbreviazione del percorso scolastico da 5 a 4 anni per alcune scuole superiori”.

Votazione per l’elezione di quattro componenti effettivi e di quattro componenti supplenti della Commissione di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti
Sono stati eletti componenti effettivi della Commissione di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti i deputati Angelo Rughetti, Davide Zoggia, Dore Misuraca e Ferdinando Aiello.

Disegno di legge “Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni”
Eì iniziata la discussione su questo provvedimento che continuerà la prossima settimana. In discussione generale sono intervenuti Florian Kronbichler, Fabio Lavagno e Angelo Sannicandro.

Mozione Centri di identificazione ed espulsione
E’ iniziata la discussione sulla mozione che abbiamo presentato su “Iniziative in ordine alla disciplina dell’ingresso, del soggiorno e dell’allontanamento dei cittadini stranieri, con particolare riferimento alla problematica dei centri di identificazione ed espulsione” che si concluderà la prossima settimana. In discussione generale sono intervenuti Nicola Fratoianni e Serena Pellegrino.

Tratto da www.quellecattivedappertutto.wordpress.com, il blog di Titti Di Salvo.

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