I fallimenti della Giunta Tentorio

Bergamo cartellone

Riproponiamo una sintesi dell’incontro pubblico tenutosi Sabato 7 Dicembre 2013 presso sala Galmozzi di via Tasso, nel quale i consiglieri dell’opposizione (PD, PATTO CIVICO, SEL, IDV, UDC) hanno analizzato i fallimenti della Giunta Tentorio.

Dopo una breve introduzione interviene l’ex sindaco, ora Consigliere Regionale, Roberto Bruni: “Dopo quattro anni e mezzo dalle elezioni del 2009 è tempo di trarre dei bilanci.” E dalle parole di Bruni la Giunta Tentorio ne esce senza scusanti. Troppo facile difendersi dietro l’evidenza della crisi economica che tutto ha colpito e tutti ne hanno risentito. “La crisi è stata un alibi per nascondere la sostanziale mancanza di idea. poteva essere invece un’opportunità [. . .] ma proprio nei momenti difficili sono necessari fantasia, coraggio  e inventiva”.  Rincara la dose: “Vi è stata la conservazione dei servizi esistenti, ma l’incapacità di vedere qualcosa di nuovo, non si è aggiunto nulla all’esistente eppure nei momenti di crisi occorre una capacità di tralasciare qualche servizio ormai superato per introdurre qualcosa che venga più incontro alle nuove esigenze della popolazione”.

Infine Bruni tiene a sottolineare il suo atteggiamento politicamente corretto nel sostegno alla candidatura di Bergamo Capitale della Cultura 2019, ma specificando che sia stato dettato dal senso di responsabilità verso Bergamo ed i suoi cittadini, ma che non ha condiviso fino in fondo. Questa è stata grandissima occasione, che il centrodestra ha sprecato. Le ragioni della sconfitta sono da ricercare nell’assenza di una proposta programmatica e politica forte, dovuta anche alla mancanza di cooperazione territoriale tra Bergamo e Regione Lombardia, sulla quale hanno basato l’intera campagna elettorale, e che si è rivelata un nulla di fatto. Conclude Bruni: “Ora si apre una nuova partita, sarà chi vuole conservare e chi vuole cambiare”.

In rapida successione i consiglieri dell’opposizione si alternano nel presentare uno ad uno i fallimenti più evidenti della Giunta Tentorio. 

Inizia Simone Paganoni (Patto Civico) che pone l’attenzione sull’immobilismo della Giunta Comunale e della sua sostanziale mancanza di dialogo e di confronto con l’opposizione. 

L’incontro entra quindi nel vivo con Vittorio Grossi (IDV) che si concentra sul grande fallimento, sotto gli occhi di tutti, che è stata la stazione ferroviaria. Il consigliere tiene a precisare che non si tratta solo del fallimento del rifacimento del piazzale e della stazione stessa (rappresenta oggi una colata di cemento che ha levato anche i pochissimi spazi verdi attorno alla fontana) ma al sostanziale immobilismo che si è mantenuto nella gestione dell’ambiente della stazione. 

Si collega quindi al tema della viabilità Marco Brembilla (PD), che passa in rassegna tutti gli aggiornamenti al Piano Urbano del Traffico (PUT) che la Giunta ha posto in essere e dai quali si evince come gli interventi fatti siano stati tutti nella direzione di rendere Bergamo una città più a misura di auto che di uomo. E l’esempio più grave di questo è il ritardo della messa in funzione delle nuove telecamere per le ZTL che entreranno in funzione solamente dopo le festività, per favorire i consumi.

Nicola Eynard (PD) tocca altri due punti nodali del fallimento della Giunta Tentorio quali il destino dell’aera degli ex Ospedali Riuniti e dell’ex caserma Montelungo, che nonostante i progetti contenuti nell’idea di Grande Bergamo della vecchia campagna elettorale dello stesso centrodestra, rimangono ancora immobili ed abbandonati.

Nadia Ghisalberti (PATTO CIVICO) si concentra invece sull’Accademia Carrara, la cui gestione rappresenta l’emblema del fallimento della Giunta Tentorio con i ritardi al cantiere, la scelta di affidarne la gestione ai soli privati, dopo aver speso più di 12 milioni per la restaurazione, e la mancanza di una organizzazione che ne promuova l’immagine.

Enrico Fusi (PATTO CIVICO)  parla di cultura, la quale necessita di un ripensamento degli spazi che la città offre affinché possa essere valorizzata. Il consigliere cita gli esempi più noti quali la casa natale di Donizetti, la Chiesa della Maddalena, fino ad arrivare a casa Suardi, che per poco non ha rischiato di essere stata venduta dalla Giunta Comunale. Su questa vicenda si è concentrato l’intervento di Paola Tognon (PD), che evidenzia l’evidente limite nella gestione di questo immobile, ponendosi non pochi dubbi se debba essere adibita a semplice location per delle magliette di calcio, e non vada invece rivalutata nella sua centralità e funzionalità.

Da questi due interventi emerge la necessità quindi modificare la cultura e la concezione culturale della città.

Altro tema fondamentale in cui questa Amministrazione ha fallito è quello delle Alienazioni, di cui ne parla Giuseppe Mazzoleni (UDC).  Il consigliere evidenzia come sia cruciale alienare dei beni  per poter finanziare delle opere pubbliche, ma questo deve essere fatto in una logica al rialzo e non viceversa. “Il trend,” dice, “infatti è negativo dal 2011 ad oggi, e l’amministrazione continua a tentare di gestire l’ordinario quando la situazione è straordinaria. A questo va aggiunto il problema dei prezzi che vengono stabiliti per gli immobili, che spesso e volentieri superano quelli di immobili nelle vicinanze e che però sono nuovi (Es. area Porta Sud). Un altro esempio è l’operazione buffa del piazzale della Celadina. Il comune ha sì il dovere di far quadrare i conti, ma anche quello di tutelare gli edifici che sono e hanno fatto la storia di questa città.”

Stefano Zenoni (PATTO CIVICO), riprendendo il tema ambientale, si concentra sul consumo esasperato di suolo a discapito del verde. Prende come esempio quello del “Pacco dello Sport” che prevedeva la costruzione del nuovo stadio di calcio, andando a distruggere una vasta area di campagna, ma che per fortuna non è andato in porto; cosa che invece accadrà per il nuovo parcheggio che verrà realizzato per l’aeroporto. Questo genere di opere di consumo del suolo sono un altro fallimento della Giunta tentorio in ottica sostenibile.

Approfondisce il tema della sostenibilità ambientale Fausto Amorino (SEL), la cui analisi è partita dalla questione dell’aeroporto, ormai è diventato il 3° d’Italia, e che risulta evidentemente incompatibile per una zona altamente urbanizzata come quella della provincia di Bergamo. “Come opposizione”, dice il consigliere di SEL, “ si è tentato di bloccare questo sviluppo, ma si è ottenuto un nulla di fatto, anzi lo sviluppo è incrementato fino a raggiungere il limite dei 37000 voli all’anno con punte di 120/die.

Quello che ha fatto la Giunta Tentorio è stato di giustificare lo sforamento del tetto, evidenziato anche dalle centraline di via Garibaldi dal 2009 al 2012, e tentato di spostare l’attenzione su altre cause dell’inquinamento dell’aria che invece rappresentano solo una piccola parte.”

Nonostante una situazione politica che ha visto il centrodestra governare a tutti i livelli, “non sono riusciti ad attuare la vera innovazione politica che andava fatta e cioè riuscire a fare un sistema aeroportuale del nord che desse ad ognuno la sua collocazione di aeroporto e per Bergamo riuscire a concordare con Montichiari uno smistamento del traffico, [. . .], hanno rinviato l’attuazione del PUT ed il blocco degli Euro 3, tolto le domeniche di blocco e la pedonalizzazione del centro, rinviato il teleriscaldamento, eliminato tratti di ciclabile, ecc. ”

Sergio Gandi (PD) interviene sul tema di Expo 2015, per il quale Bergamo non conosce il proprio futuro. “Nessuno sa se Bergamo prenderà parte ai padiglioni di Expo 2015, ed attualmente ci sono all’attivo solamente due proposte che non vedono la partecipazione del Comune: la valle d’Astino, e la mostra su Palma il Vecchio.”
L’Expo 2015 rappresenta per Bergamo una sfida nuova sotto tutti i punti di vista (si attendono circa 21 milioni di visitatori in transito dall’aeroporto) e ad oggi il Comune tace.

Infine Maria Marchesi (PD) riprende quanto detto da Bruni sul mantenimento dei servizi, senza che però ne siano stati attivati di nuovi, e Giacomo Angeloni (PD) analizza il tema della sicurezza/insicurezza,  ponendo l’attenzione sulla valorizzazione dell’alterità come virtù e non come elemento di destabilizzazione, come invece ci è stato propinato dal centrodestra.

Questo un breve riassunto della giornata di Sabato 7 Dicembre che ha visto un’ampia partecipazione e si è concluso positivamente per il centrosinistra, delineando una compattezza che fa ben sperare in vista delle elezioni.

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