9-13 dicembre, nota sui lavori parlamentari

Parlamento

Titti Di Salvo, vicecapogruppo alla Camera, ci racconta il lavoro di Sel in Aula tra il 9 e il 13 dicembre.

Premessa. Nella settimana l’Italia è stata attraversata dall’esplosione di rabbia in molte città italiane soprattutto del Nord industriale oggi desertificato dalla crisi. Quello che è emerso non può essere considerato soltanto un problema di ordine pubblico perché è il segno della devastazione della crisi economica, della solitudine delle persone, della crisi della rappresentanza sociale e politica. Ma nessuna ambiguità ci può essere nella condanna delle violenze, delle intimidazioni, delle aggressioni alle Camere del lavoro e non si possono oscurare le vicinanze dei movimento di Forza Nuova e Casapound.

In una situazione così difficile poi fanno impressione gli ammiccamenti di Berlusconi e la strumentalità delle parole con cui Grillo ha soffiato sul fuoco invitando le forze dell’ordine, con parole da brivido “in alto i cuori”, a lasciare soli i politici per unirsi al “popolo”.

E’ stata anche la settimana del nuovo segretario del Pd scelto con le Primarie a cui hanno partecipato più di due milioni e mezzo di persone, la maggioranza delle quali, dando il proprio voto a Renzi e Civati, ha indicato la volontà di cambiamento della direzione politica del Pd scegliendo chi di più aveva espresso un giudizio negativo sulle larghe intese.

E’ stata anche la settimana in cui il governo delle intese “ristrette” è tornato a chiedere la fiducia con un discorso molto deludente in se e nel confronto con i bisogni e la rabbia che si esprime nel Paese.

E ancora è stata la settimana in cui la Fiom ha riportato a Roma con una manifestazione di due giorni la crudezza delle crisi industriali e la domanda operaia di politica industriale, giustizia, democrazia e Cgil, Cisl,Uil hanno manifestato contro la legge di stabilità.

Una settimana quindi in cui è apparso in tutta evidenza come alla crisi economica oggi si accompagna una profonda crisi democratica‎. Le risposte all’una e all’altra vanno date subito secondo noi immediatamente con una nuova legge elettorale e immediatamente con una legge di stabilità di giustizia e sviluppo e un Piano del lavoro. Il rischio grande è che la rabbia senza risposte possa travolgere l’intero sistema Democratico e l’idea stessa dell’Europa verso una nuova autarchia (fuori dall’Euro) che compirebbe la tragedia italiana.

Nel corso della settimana alla Camera si è discusso di:

  • Riforma della custodia cautelare;
  • Etichettature alimentari;
  • Provincie;
  • Mozione sugli immobili degli enti previdenziali;
  • Mozione sui Cie

Mozione sulla dismissione del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali
La discussione sulle dismissioni immobiliari degli enti previdenziali pubblici e privatizzati rientra a pieno titolo nella drammatica situazione di emergenza abitativa che scuote il Paese e che grazie ai movimenti per la casa e il diritto all’abitare è entrata nel dibattito pubblico e politico. Per questo abbiamo chiesto nella nostra mozione che si fermino le procedure di alienazione degli immobili degli enti previdenziali privatizzati in corso, che si prevedano prezzi di vendita equi, che si intervenga per bloccare gli aumenti spropositati dei canoni di locazione e soprattutto che si agisca con una moratoria sugli sfratti, soprattutto quelli per morosità incolpevole. La mozione di maggioranza riformulata dal governo è invece un compromesso al ribasso, in cui non vi è alcuna tutela per gli inquilini di immobili appartenenti agli enti. In discussione generale e dichiarazione di voto è intervenuta Ileana Piazzoni.

Mozione su disciplina dell’ingresso, del soggiorno e dell’allontanamento dei cittadini stranieri, con particolare riferimento alla problematica dei centri di identificazione ed espulsione
Abbiamo presentato una mozione sui migranti e in particolar modo sui Cie. Non possiamo accettare infatti che, dopo la tragedia di Lampedusa, dopo il cordoglio e la commozione che hanno attraversato il Paese per quella e per alte vicende simili, la politica e quindi il parlamento italiano non si faccia carico della condizione in cui i migranti entrano e sono trattati nel nostro paese. I centri di identificazione ed espulsione sono delle vere e proprie carceri sovraffollate in cui però i detenuti non hanno nessuna colpa se non quella di essere visti come clandestini dalla legge italiana. Nella nostra mozione abbiamo chiesto di chiudere i Cie (come per altro aveva già nel 2008 indicato la commissione De Mistura), superarli attraverso un progressivo svuotamento, riformare complessivamente il sistema di ingresso, di identificazione e quello di regolarizzazione, per esempio introducendo un permesso di soggiorno per la ricerca di lavoro, abolire per cominciare l’odioso reato di clandestinità che non fa altro che rendere più ampia l’area della clandestinità e più difficile l’ingresso regolare nel Paese. In discussione generale sono intervenuti Serena Pellegrino e Nicola Fratoianni. La dichiarazione di voto è stata fatta da Nicola Fratoianni.

Fiducia al Governo Letta
In discussione generale sono intervenuti Nazzareno Pilozzi e Marisa Nicchi. La dichiarazione di voto è stata fatta da Gennaro Migliore.

Informativa urgente del governo sulle manifestazioni di protesta e sul comportamento delle forze dell’ordine
Per il gruppo è intervenuto Arturo Scotto.

Proposta di legge su misure cautelari
E’ iniziata la discussione sulla modifica del codice penale per quanto riguarda le misure cautelari, come sempre rimandiamo la sintesi più dettagliata dei contenuti del provvedimento al momento in cui verrà concluso. In discussione generale è intervenuto Daniele Farina.

Mozione su etichettatura dei prodotti agroalimentari
E’ iniziata la discussione generale sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari, come sempre rimandiamo la sintesi più dettagliata dei contenuti del provvedimento al momento in cui verrà concluso. Per il gruppo sono intervenuti Franco Bordo e Erasmo Palazzotto.

Disegno di legge su Città metropolitane, Province, unioni e fusioni di Comuni
E’ iniziata la discussione di questo disegno di legge che si concluderà la prossima settimana, come sempre rimandiamo la sintesi più dettagliata dei contenuti del provvedimento al momento in cui verrà concluso.

Commissione Bilancio
E’ iniziata e proseguirà in Commissione senza soluzione di continuità fino a martedì della prossima settimana l’esame della legge di stabilità sulla quale abbiamo espresso un giudizio negativo perché priva delle scelte necessarie a far ripartire la crescita economica, a ridistribuire ricchezza, a correggere iniquità e storture, a riconvertire in senso ecologico l’economia. Sono stati presentati complessivamente circa 3000 emendamenti al testo arrivato dal Senato ridotti poi a circa 400 emendamenti “segnalati” dai diversi Gruppi. Per emendamenti segnalati si intendono emendamenti scelti da Ogni singolo gruppo tra quelli depositati proporzionalmente alla consistenza numerica dei Gruppi. In allegato troverete i 37 emendamenti “segnalati” da Sel su diversi capitoli: esodati, rivalutazione delle pensioni, 14 esima ai pensionati con meno di 750 euro, piano del lavoro per messa in sicurezza territorio, diritto allo studio, LSU, Fondo per ridurre tasse sul lavoro dipendente, sblocco contratti pubblico impiego e proroga dei contratto precari, riconoscimento esposizione amianto, riduzione spese militari, corpi civili di pace, ecc…

Commissione Lavoro
In commissione è proseguito l’iter della discussione sulla legge sulla rappresentanza ‎nei luoghi di lavoro fortemente voluto e promosso da Sel. Questa settimana alle audizioni delle organizzazioni sindacali, sono seguite quelle delle associazioni di imprese, della Fiat (che è fuori da Confindustria), di giuristi. ‎La nostra convinzione è che più che mai oggi, nel mezzo della crisi verticale della rappresentanza, sia importante definire per legge e quindi come diritto sottratto ai rapporti di forza, il voto dei lavoratori sui contratti e l’elezione dei propri rappresentanti in modo che la democrazia non si fermi fuori dai luoghi di lavoro. Perché se è vero che solo con la democrazia è possibile restituire autorevolezza alla politica e ai partiti, lo stesso principio della partecipazione restituisce dignità e valore al lavoro piegato dalla ricerca della competizione sui costi che ha mostrato il suo fallimento.

Tratto da www.quellecattivedappertutto.wordpress.com, il blog di Titti Di Salvo.

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