10-14 febbraio, nota sui lavori parlamentari

Parlamento

Titti Di Salvo, vicecapogruppo alla Camera, ci racconta il lavoro di SEL in Aula tra il 10 e il 14 febbraio.

Premessa. La situazione politica di questa settimana può tranquillamente definirsi kafkiana. Abbiamo assistito in pochi giorni aduna crisi di governo (fino a qualche giorno fa impensabile a detta dello stesso Pd) che si è consumata fuori dal Parlamento e tutta dentro il Pd stesso, con uno scontro all’ultimo sangue fra il premier espresso dal Pd e il leader del Pd. Inutile sottolineare l’assoluto paradosso di questa situazione, in cui alla fine si è cambiato tutto per non cambiare niente, perché la maggioranza che sosterrà il Governo Renzi a quanto pare sarà sempre la stessa. Come ripetiamo da inizio legislatura il Governo Letta non era strutturalmente in grado di fare uscire il Paese dalla crisi e con il suo galleggiamento sull’orlo del precipizio si è assunto una grande responsabilità. Il nostro rapporto con il Governo sarà dettato dal suo programma. La domanda che ci è stata ripetuta in questi giorni sul nostro entrare o meno al governo è per noi irricevibile. Siamo stati eletti per governare il Paese, ma il punto determinante resta per noi con chi e per quale programma. È chiaro che se la situazione rimane un governo di larghe o piccole intese, per noi il punto non cambia.

Iniziative per armonizzare il sistema europeo dell’imposta sul valore aggiunto alla luce del Libro verde sul futuro dell’IVA adottato dalla Commissione europea
Questo dibattito trae spunto dal Libro verde sull’Iva del 2010 e dalla comunicazione della Commissione europea del 2011. È necessaria infatti un’unificazione delle politiche comunitarie al fine di rafforzare la coerenza con il mercato unico e la capacità di incrementare le entrate. Il rapporto allegato al libro verde ci dice infatti che la complessità del sistema provoca un mancato introito da Iva dovuto a frodi, mancati pagamenti, errori, alla complessità del sistema che nel 2009 può essere stimato intorno al 6,9% del Pil e al 12% delle entrate Iva dell’Unione europea, un’evasione pari a quasi 118 miliardi di euro. La riforma del sistema dell’Iva può svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere la realizzazione della strategia di Europa 2020, un ritorno alla crescita grazie al suo potenziale di rafforzamento del mercato unico e di sostegno a un risanamento intelligente del bilancio degli stati membri. La frammentazione del sistema comune dell’Iva dell”Unione europea, divisa in ventisette sistemi nazionali, rappresenta l’ostacolo principale a scambi efficienti, impedendo così ai cittadini di beneficiare dei vantaggi di un mercato unico. Le imprese attive a livello internazionale ritengono di pagare un prezzo per questa mancanza di armonizzazione sotto forma di complessità, costi di conformità supplementari e incertezza giuridica. Le piccole e medie imprese molto spesso non dispongono delle risorse necessarie per far fronte a questi aspetti e rinunciano, pertanto, a intraprendere attività transfrontaliere. Quindi, la necessità di semplificazione e di omogeneità normativa diventa un problema legato strettamente alla competitività e alla capacità del nostro Paese di stare in un mercato realmente unico. Per questo abbiamo dato parere favorevole alla mozione unificata dal governo. In discussione generale è intervenuto Giovanni Paglia. La dichiarazione di voto è stata fatta da Fabio Lavagno.

Informativa urgente del Governo sugli sviluppi della vicenda relativa agli stabilimenti italiani della multinazionale Electrolux
Fin dall’inizio abbiamo seguito la vicenda molto complessa dell’Electrolux, fin da quando cioè la multinazionale svedese ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Porcia. Ci siamo recati lì a giugno, abbiamo parlato con le RSU. Si tratta di 4.500 persone fra diretti e indotto che rimarranno a casa, un vero licenziamento di massa che viene chiamato ristrutturazione e su cui il governo troppo tardi e in maniere poco convincente sta facendo qualcosa. In Aula infatti c’è stato comunicato che nulla sapremo prima del 17 febbraio. È chiaro che Electrolux è soltanto uno dei tanti casi in cui è in ballo la vita di tante persone, lavoratori e lavoratrici a rischio. Per questo abbiamo chiesto al Governo di affrontare una volta per tutte seriamente questa emergenza, discutendo la proposta di legge che abbiamo depositato sulla decontribuzione dei contratti di solidarietà, per ridistribuire l’orario di lavoro e salvaguardare l’occupazione senza toccare i salari. Può rappresentare una soluzione per la vertenza Electrolux e per le tante altre aziende, così da mantenere in Italia produzioni che rischiano di essere delocalizzate altrove. È intervenuta Serena Pellegrino.

Interventi urgenti di avvio del Piano «Destinazione Italia»
Questo decreto come si evince anche dal titolo dovrebbe servire per rendere appetibile l’Italia ad investimenti esteri. Ancora una volta però non si agisce sulle diseguaglianze per sbloccare risorse. Senza rimettere in circolo i capitali bloccati dall’accumulazione improduttiva, dalla rendita e dall’evasione non si può rilanciare la domanda interna e solo rilanciando la domanda interna un Paese può attirare investimenti esteri. Inoltre questo provvedimento arriva in aula proprio mentre altre due grandi aziende, Fiat ed Electolux, abbandonano il Paese dopo anni di incentivi pubblici con un silenzio assordante del Governo stesso. Ma c’è di più, era stato annunciato che si sarebbe agito contro il costo smisurato delle polizze assicurative e per incentivare l’acquisto di libri scolastici e non. Dopo i pomposi annunci questi due elementi positivi presenti nel decreto sono stati cancellati perché troppo costosi. Quello che rimane sono piccole norme inefficaci: alcuni fondi sulla digitalizzazione, altri sull’energia anche se l’impatto sulle tariffe sarà molto modesto. Dopo una dura battaglia siamo riusciti ad evitare che venisse inserita una norma che modifica il testo unico ambientale cambiando l’articolo che riguarda le bonifiche di aree Sin con l’obiettivo di cancellare il principio che chi inquina paga. Abbiamo dato parere contrario al provvedimento. La dichiarazione di voto è stata fatta da Giovanni Paglia.

Indicazione dell’affiliazione dei partiti politici nazionali a quelli europei, in vista delle elezioni europee del 2014
Riteniamo questa discussione molto importante. È fondamentale infatti legare definitivamente la politica nazionale a quella europea, non in maniera retorica come spesso è stato fatto in questi anni, ma facendo dell’Europa e delle politiche europee l’orizzonte comune di risposta alla crisi e di creazione di un modello sociale inclusivo. Un sistema dei partiti europei significa costruire un corpo elettorale europeo, un’opinione pubblica europea, un conflitto sociale europeo e quindi un modello sociale fuori dalla dimensione dello Stato nazionale e all’interno di uno Stato europeo. In questi anni l’Europa è stata vista come un organismo sovranazionale che impone dei vincoli insensati come il pareggio di bilancio o il fiscal compact, figli di una politica economica sbagliata, che ha peggiorato la crisi e portato molti paesi europei sul lastrico. Dobbiamo invece farci portatori di un altro modello di Europa, anche tramite l’indicazione diretta del Presidente della Commissione europea, che combatta l’euroscetticismo e i populismi che si sono alimentati in questi anni con un’idea d’Europa solidale, ritrovando lo spirito di Lisbona, quello dell’innovazione tecnologica, del sapere sociale diffuso, dell’idea dell’Europa come prima potenza mondiale della conoscenza, della scuola, dell’università, della ricerca. In discussione generale e dichiarazione di voto è intervenuto Arturo Scotto.

Pensioni d’oro
La proposta di legge è stato rimandata in Commissione. È stato infatti chiesto a Giorgia Meloni, firmataria della proposta di legge, di procedere verificando veramente gli effetti che comporterebbe l’applicazione di questo provvedimento (che prevedeva il ricalcolo delle pensioni in essere sopra i 5.000 euro con il sistema attuale cioè contributivo). Evidentemente la volontà politica era più quella di intestarsi una battaglia piuttosto che quella di arrivare veramente ad approvare il provvedimento i cui risultati, come dicono voci autorevoli, sono di dubbia efficacia nell’aggredire le diseguaglianze.

Question time
Il question time questa settimana è stato fatto da Titti Di Salvo su “Interventi urgenti volti a definire l’effettiva consistenza numerica dei lavoratori cosiddetti esodati e salvaguardati e per consentire ai medesimi l’accesso alla pensione”.

Commissione Lavoro
È stato approvato un testo unificato sulle dimissioni in bianco con voto contrario del Nuovo Centro Destra e astensione del Movimento 5 stelle. Per saperne di più potete visitare questo link.

La crisi di governo ha interrotto il lavoro parlamentare sul decreto mille proroghe che è slittato alla prossima settimana.

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