14-19 aprile, nota sui lavori parlamentari

Parlamento

Titti Di Salvo, vicecapogruppo alla Camera, ci racconta il lavoro di SEL in Aula tra il 14 e il 19 aprile.

Premessa. A dispetto dei molti argomenti affrontati nella settimana in Aula, è nelle Commissioni che sono stati discussi gli argomenti più importanti: il Def e il Decreto lavoro. Intorno a questi due argomenti da più giorni si gioca la credibilità interna e internazionale del Governo Renzi.

Sul primo, il Def, abbiamo già espresso nella nota precedente valutazioni negative, in primo luogo per la distanza molto ampia tra i suoi contenuti e le necessità del Paese, in secondo luogo per i contenuti delle principale riforme cui il Documento di programmazione economica assegna il compito della crescita (quella del lavoro, profondamente sbagliata nell’impostazione, e anche di questo abbiamo già detto). In terzo luogo le coperture delle scelte del Def vengono rimandate ad un decreto successivo che sarà emesso alla fine della settimana. La stessa lettera mandata dal Ministro del tesoro a Bruxelles per lo spostamento di un anno del pareggio di bilancio e le modalità in cui la lettera è stata presentata e annunciata sono spia di una incerta navigazione, al netto della condivisione di modificare l’idea stessa di pareggio di bilancio. Non come espediente però, ma come offensiva politica necessaria contro Fiscal compact e austerity.

Il Decreto lavoro verrà votato dall’aula la settimana prossima

Nella settimana si sono discussi e votati:

  • Protocollo sulle preoccupazioni del popolo irlandese sul trattato di Lisbona;
  • Mozione sul turismo;
  • Mozione sul dissesto idrogeologico;
  • Informativa urgente sul flusso migratorio;
  • Documento di economia e finanza;
  • Pdl su protezione ambientale;
  • Mozione su monetine 1 e 2 centesimi:
  • Mozione tutela vittime di reato

Disegno di legge di ratifica: Protocollo concernente le preoccupazioni del popolo irlandese relative al Trattato di Lisbona
Questo protocollo nasce dall’esito negativo del referendum di Dublino del 2008 per la ratifica in Irlanda del trattato di Lisbona, campanello d’allarme dell’arretramento e della battuta di arresto del processo di costruzione politica dell’Europa. Sbaglia chi vede in quel referendum la vittoria di chi vuole cambiare l’Europa del fiscal compact, è invece una sconfitta per chi immagina l’Europa come uno spazio di diritti. Quello che c’è scritto dentro il Protocollo è infatti preoccupante: ad esempio l’Articolo 40 e l’Articolo 41 e quello che significano in termini di politiche della famiglia e di politiche di autodeterminazione delle donne e del loro diritto di libertà. Al loro interno c’è il riconoscimento costituzionale della famiglia naturale e il grande tema del diritto del nascituro e, quindi, di una legislazione quale quella irlandese che rifiuta il diritto all’aborto.

Pur sapendo che è necessario tenere agganciato il popolo irlandese all’Unione europea ed è giusta dunque l’approvazione della ratifica, guardiamo con grande preoccupazione a quest’ultima e ribadiamo la necessità di accelerare il processo costituente e di dare vita definitivamente ad una Costituzione europea fondata sulla difesa e la tutela del modello sociale europeo, ma anche dei cardini principali del diritto costituzionale che l’Europa ha sempre avuto parlando di diritti civili, dei più deboli e dei più fragili. In discussione generale è intervenuto Franco Bordo. La dichiarazione di voto è stata fatta da Arturo Scotto

Mozione su iniziative a sostegno del settore del turismo
In questa mozione chiediamo al Governo di impegnarsi per un rilancio su grande scala del turismo, con robusti investimenti per promuovere il nostro Paese e con una ricaduta positiva sull’occupazione. I numeri impietosi ci dicono infatti che l’Italia, rispetto agli altri Paesi, sta perdendo posizioni importanti nonostante le nostre illimitate risorse da investire in questo settore. I crolli di Pompei ci ammoniscono non solo su quanto questo sito archeologico abbia necessità di immediati interventi di manutenzione, così come larga parte del nostro patrimonio artistico, ma anche su come stiamo trattando male un comparto della nostra economia che, se adeguatamente valorizzato, da solo potrebbe risollevare i nostri conti pubblici e creare migliaia di posti di lavoro. Una delle cause della crisi del nostro turismo si annida nella riforma del 2001 dell’Articolo 117 della Costituzione, che sposta le competenze dallo Stato alle Regioni. È su questo che si concentra particolarmente la mozione che abbiamo depositato: per quanto sia indubbio il ruolo primario che devono avere le regioni nella promozione del proprio territorio, della cultura, dei tesori artistici di cui sono depositarie questo processo ha causato l’assenza di una riconoscibile politica nazionale, di scelte chiare e univoche, di risorse adeguate in grado di qualificare l’offerta del prodotto Italia, di aggiungere e indirizzare la domanda. Per rilanciare il nostro turismo che appare asfittico, privo di risorse, tutto ripiegato sulla stagionalità è necessario superare questi limiti creando una sinergia centrale fra politica dei trasporti, politica del lavoro, politica ambientale, produzione e commercio.  In discussione generale e dichiarazione di voto è intervenuto Luigi Laquanuti.

Mozione su Iniziative per l’esclusione dai vincoli previsti dal Patto di stabilità interno delle spese volte a finanziare interventi di contrasto al dissesto idrogeologico
Il 68,9 per cento dei comuni italiani è a forte rischio idrogeologico, 6 milioni di cittadini vivono in aree del Paese considerate molto rischiose e 22 milioni di cittadini in aree mediamente rischiose; sono 6.251 le scuole e 547 gli ospedali che sorgono su terreni non sicuri. Ogni giorno, in Italia, vengono edificati 668 ettari di terra, un’area equivalente a 96 campi di calcio. Nel corso di dieci anni, l’edilizia ha consumato 244 mila ettari di terreno, il più delle volte sottratti all’agricoltura. Da troppi anni si continua a discutere della fragilità del nostro territorio e della necessità di intervenire per la sua messa in sicurezza, ma gli interventi di prevenzione sono praticamente inesistenti, nonostante sia dimostrato che prevenire ha un costo di molto inferiore rispetto al ricostruire e al riparare i danni, senza contare le centinaia di vittime che verrebbero risparmiate. Per questo abbiamo presentato una nostra mozione che impegna il Governo ad attivarsi in sede europea affinché vengano scorporati dai saldi di finanza pubblica relativi al rispetto del Patto di stabilità e crescita le risorse stanziate per il contrasto al dissesto idrogeologico; a prevedere comunque, già in sede di predisposizione del Documento di economia e finanza 2014, che l’utilizzo delle risorse proprie e delle risorse provenienti dallo Stato da parte di regioni ed enti locali per interventi di prevenzione e manutenzione del territorio e di contrasto al dissesto idrogeologico venga escluso dal saldo finanziario rilevante ai fini della verifica del rispetto del Patto di stabilità interno, dando eventualmente priorità agli interventi sulle aree a più elevato rischio; ad avviare conseguentemente un piano pluriennale per la difesa del suolo nel nostro Paese, quale principale grande opera infrastrutturale in grado non solamente di metterlo in sicurezza, ma di attivare migliaia di cantieri distribuiti sul territorio stesso, con evidenti ricadute importanti dal punto di vista economico e occupazionale; infine, a prevedere l’esclusione automatica dal Patto di stabilità interno, senza la necessaria approvazione di una specifica norma di legge, come attualmente previsto, delle spese sostenute dai comuni a valere su risorse proprie o su donazioni di terzi, in relazione a eventi calamitosi in seguito ai quali è stato deliberato lo stato di emergenza. In discussione generale è intervenuto Franco Bordo. La dichiarazione di voto è stata fatta da Alessandro Zan.

Informativa urgente del Governo sulle dichiarazioni del Ministro dell’interno relative ad un ingente incremento del flusso di migranti e sulle misure che si intenda adottare per farvi fronte
Abbiamo letto nelle parole del Ministro dell’interno la volontà di leggere il fenomeno migratorio non come un’emergenza ma come un fenomeno strutturale del nostro tempo. Non poche sono state le contraddizioni emerse, motivo per cui continueremo a monitorare sugli impegni presi, prima fra tutte il fatto che ci troviamo a dover affrontare un’emergenza perché in questi anni, proprio chi oggi pronuncia queste parole, ha messo in campo politiche inadeguate costruendo il proprio consenso sulla paura. L’Italia a oggi spende 9 milioni per salvare vite umane con l’operazione Mare Nostrum e, allo stesso tempo, chiede all’Europa di rafforzare Frontex, programma che ha come obiettivo al contrario quello di fermare i respingimenti. Dovremmo chiedere di unificare quel programma a un’operazione come Mare Nostrum e su quella mettere insieme le forze europee. Dovremmo chiedere all’Europa di aprire corridoi umanitari con la Libia, con l’Eritrea e con tutti quei paesi da cui arriva il 73% della popolazione migrante del nostro Paese. E dovremmo in ultimo controllare e migliorare il nostro disastroso sistema di accoglienza. È intervenuto Erasmo Palazzotto.

Documento di economia e finanza
Come ripetiamo da settimane, a nostro avviso nel Documento di economia e finanza presentato dal Governo Renzi non sono presenti le misure anti-cicliche necessarie per rilanciare l’economia ed uscire dalla crisi. Nessun provvedimento per ridistribuire la ricchezza e diminuire le diseguaglianze (nonostante gli annunci sulle esorbitanti retribuzioni dei top manager pubblici), nessun investimenti diretto per la produzione di lavoro nuovo e pulito, come proponiamo nel nostro piano per un New deal italiano. Anche la richiesta di rimandare di un anno il pareggio di bilancio strutturale – rispetto alla quale abbiamo votato a favore –  inviata dal Ministro dell’economia alla Commissione europea, per quanto condivisibile, non denota la volontà di superamento dei vincoli, pur definiti dallo stesso Renzi anacronistici, imposti dall’Europa dell’austerity e quindi di poter sbloccare risorse pubbliche da impiegare per stimolare investimenti privati e creare realmente nuova occupazione. Anche l’annuncio dello sgravio Irpef di 80 euro in più in busta paga è una misura positiva ma parziale, che non riguarda il lavoro autonomo, le partite Iva e i pensionati, che avrà un effetto neutro per le famiglie se dall’altro lato, come annunciato nel piano Cottarelli di spending review si tagliano la sanità e i servizi. Preoccupanti come abbiamo già ribadito la scorsa settimana sono le riforme che seguiranno al def: al blocco totale delle assunzioni nella pubblica amministrazione, già ampiamente penalizzata in questi anni dal blocco del tour over, si aggiunge la riforma del lavoro che punta ancora una volta nel breve periodo ad aumentare la precarietà, senza regolare il mondo del lavoro nè creare nuova occupazione.

In discussione generale è intervenuto Gianni Melilla. La dichiarazione di voto è stata fatta da Giulio Marcon.

Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale
Il testo unificato, che abbiamo contribuito a qualificare, ha l’obiettivo fondamentale di riconoscere e riorganizzare il Sistema nazionale delle agenzie (di cui fanno parte l’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale, l’ISPRA e le agenzie regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano), per la protezione dell’ambiente introducendo innovazioni organizzative e di funzionamento per assicurare omogeneità ed efficacia della prevenzione e del controllo pubblico della qualità dell’ambiente, a supporto delle politiche di sostenibilità ambientale e di prevenzione sanitaria a tutela della salute pubblica. Le agenzie, infatti, costituiscono un presidio naturale e costante per la tutela dell’ambiente nei nostri territori. L’obiettivo che ci poniamo con questa legge è quello di riorganizzare ed ampliare i poteri ispettivi delle agenzie ambientali, garantendo non solo una migliore organizzazione del lavoro, ma assicurando su tutto il territorio italiano una efficace, diffusa ed omogenea azione di prevenzione, controllo e monitoraggio dell’inquinamento ambientale, che svolga anche una funzione di supporto tecnico alla pubblica amministrazione.

Sono intervenuti Alessandro Zan e Filiberto Zaratti che è stato il relatore della legge. La dichiarazione di voto è stata fatta da Serena Pellegrino.

Mozione tutela vittime di reato
È iniziata la discussione generale su questo provvedimento, come sempre scriveremo sul merito una volta concluso. È intervenuto Filiberto Zaratti.

Mozione su iniziative per la sospensione del conio delle monete da 1 e 2 centesimi
È iniziata la discussione generale sulla mozione che abbiamo presentato, è intervenuto Sergio Boccadutri.

Question time
Il question time questa settimana è stato fatto da Toni Matarelli su “Iniziative per la riduzione delle emissioni inquinanti nella città di Brindisi, anche alla luce dei dati sulle malformazioni congenite”.

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