5-9 maggio, nota sui lavori parlamentari

Parlamento

Titti Di Salvo, vicecapogruppo alla Camera, ci racconta il lavoro di SEL in Aula tra il 5 e il 9 maggio.

Premessa. I toni della campagna elettorale sovrastano ormai il lavoro parlamentare che si fermerà nella settimana immediatamente precedente al 25 maggio e quindi dal 19 maggio.

Su di essa si è abbattuta come un ciclone la sequenza di arresti che riporta indietro l’orologio dell’Italia al tempo di tangentopoli e anche in questo caso i commenti principali si sono soffermati non tanto sulla pentola scoperchiata del malaffare che ostacola lo sviluppo del Paese – altro che costo del lavoro e contratti a termine – quanto sugli effetti sui risultati elettorali.

In particolare l’asprezza della campagna elettorale, molto concentrata sulla politica nazionale piuttosto che sui temi europei, deforma la dialettica politica: basti pensare alla discussione sulla riforma istituzionale al Senato, alle diverse parti in commedia giocate da Forza Italia, alle difficoltà del governo e della maggioranza, evidenti nonostante i messaggi positivi del Presidente del Consiglio, all’alzata di toni dei toni già sempre sovramisura del M5stelle, della Lega. Per quanto ci riguarda manteniamo il carattere di un’opposizione ferma e argomentata nonostante l’invito implicito a spararne sempre più grosse per ottenere visibilità. La scelta della responsabile della comunicazione della lista Tspras di mostrarsi in bikini ne è esempio seguito da un’improbabile discussione tra sostenitori e detrattori (sostenitrici e detrattrici) dell’uso del corpo piuttosto che soprattutto da una seria riflessione sulla spirale comunicativa che ha innescato il gesto.

In questo contesto alla Camera si è discusso di

  • Mozione contro la violenza sui minori;
  • Mozione su tutela delle vittime di reato;
  • Mozione per la sospensione del conio delle monete da 1 e 2 centesimi;
  • Mozione sulle nomine di competenza del Governo nelle società a partecipazione pubblica;
  • Disegno di legge su misure urgenti per l’avvalimento dei soggetti terzi per l’esercizio dell’attività di vigilanza della Banca d’Italia;
  • Si è insediato in questi giorni il tavolo sugli esodati di cui vi alleghiamo report;
  • Infine nella commissione lavoro della Camera si è esaminato il decreto Poletti tornato dal Senato ulteriormente peggiorato e di fronte all’esplicita blindatura del decreto tutte le opposizioni hanno lasciato i lavori della Commissione (in allegato dichiarazione Di Salvo).

Mozione contro la violenza sui minori
In occasione della giornata mondiale contro la pedofilia il parlamento ha votato una mozione unitaria che impegna il Governo nel contrasto della violenza sui minori, in particolar modo per quanto riguarda l’adescamento e l’abuso sessuale tramite internet. I dati sono allarmanti: l’indagine fatta da Terre Des Hommes e CISMAI sul maltrattamento dei bambini ci dice che un minore su 100 risulta vittima di maltrattamento e le bambine sono le più colpite. Telefono azzurro ha documentato che esiste una media di quattro episodi di violenza al giorno e quasi il 70% riguarda bambine e ragazze. E’ necessario e ormai non più rimandabile un cambio di rotta nelle politiche per l’infanzia del nostro Paese: serve un sistema che prevenga l’abuso, una risposta sociale e non soltanto penale e repressiva. Per questo abbiamo chiesto per l’ennesima volta maggiori investimenti sulle politiche educative e sociali, per l’osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e un piano nazionale per l’infanzia.
In discussione generale e dichiarazione di voto è intervenuta Marisa Nicchi.

Mozione su tutela delle vittime di reato
Nel nostro ordinamento le vittime dei reati violenti non sono garantite quanto in altri parsi europei, sia per quanto riguarda i diritti processuali sia rispetto al risarcimento dei danni. L’interesse dell’Europa sull’argomento risale ormai a 30 anni fa, anni in cui l’Italia è stata negligente non aderendo alla Convenzione sul risarcimento delle vittime di rati violenti firmata a Strasburgo nel 1983 né alle disposizioni successive ed essendo per questo stata condannata dagli organismi della comunità europea. Nella mozione che abbiamo presentato abbiamo chiesto di sottoscrivere la Convenzione, di introdurre nella nostra Costituzione il riconoscimento dei diritti e delle facoltà delle vittime dei reati prima di tutto assicurando una durata ragionevole dei processi e quindi investendo risorse.
In dichiarazione di voto è intervenuto Daniele Farina.

Mozione per la sospensione del conio delle monete da 1 e 2 centesimi
E’ stata approvata questa nostra mozione che chiede la sospensione della produzione di monetine da 1 e 2 centesimi. l’iniziativa nasce da una presa d’atto: produrre questi centesimi costa allo stato ogni anno 21 milioni, a cui si aggiungono i costi di stoccaggio, di trasporto e altri costi di distribuzione che gravano tramite il sistema bancario sui cittadini stessi. Uno spreco di risorse se si valuta l’utilizzo reale di queste monete: dai consumatori viste come una zavorra spesso dimenticata in tasche e borse; dai commercianti come uno svantaggio, sia per i piccoli esercizi commerciali che spesso per non avere a che fare con i centesimi arrotondano a favore del cliente, sia per le grandi catene per cui gestire un rotolo da 50 monetine da un centesimo ne costa 40. La Commissione europea in uno studio su questo rende esplicito come il conio di queste monetine è nei fatti un’attività in perdita e che l’eliminazione non avrebbe effetti sull’inflazione. Per questo monitoreremo che l’impegno del Governo non sia rimandato ma si elimini questo inutile spreco.
In discussione generale e dichiarazione di voto è intervenuto Sergio Boccadutri.

Mozione sulle nomine di competenza del Governo nelle società a partecipazione pubblica
Fin dall’inizio della legislatura tanto il Parlamento quanto i Governi che si sono succeduti hanno affrontato il tema della trasparenza e moralizzazione della vita pubblica: entrando nel merito, ad esempio, dei requisiti e delle modalità di nomina dei componenti degli organi di amministrazione di società controllate dal Ministero dell’economia e delle finanze, fra cui spiccano Eni, Cassa depositi e prestiti, Enel, Finmeccanica, Ferrovie dello Stato, Poste italiane, Anas, Sogei ed altre. Proprio a ridosso della scadenza di importanti incarichi presso imprese partecipate dello Stato, il Senato ha prodotto una mozione unitaria, la Tomaselli ed altri, con cui si impegnava il Governo ad individuare criteri e modalità per la nomina e la decadenza dei componenti gli organi di amministrazione delle società controllate direttamente o indirettamente, introducendo una specifica causa di ineleggibilità in caso di rinvio a giudizio o condanna per gravi fattispecie di reato, e l’attivazione di una valutazione dei requisiti professionali basata su esperienza, autorevolezza, assenza di conflitto di interesse. Le nomine fatte dal Governo il 14 Aprile scorso non rispondono minimamente ai criteri detti, per questo con la nostra mozione ne abbiamo chiesto il ritiro essendo evidente la presenza di conflitto di interesse, con particolare riferimento a quelle dell’ex Viceministro degli affari esteri Marta Dassù nel consiglio di amministrazione di Finmeccanica, nonché quella di Emma Marcegaglia a presidente di Eni. In dichiarazione di voto è intervenuto Toni Mattarelli.

Disegno di legge su misure urgenti per l’avvalimento dei soggetti terzi per l’esercizio dell’attività di vigilanza della Banca d’Italia
Abbiamo dato parere contrario a questo decreto il cui fine è permettere alla Banca d’Italia di avvalersi di collaborazioni esterne nell’attività di analisi degli attivi, connessa all’asset quality review con l’obiettivo di arrivare all’unione bancaria europea. Per quanto siamo favorevoli all’esito a cui il provvedimento mira (cioè all’unione bancaria europea) sono le premesse ideologiche da cui parte la Banca centrale europea (BCE) nel dare questo mandato a non convincerci: le banche centrali dei Paesi dell’euro zona dovrebbero individuare dei soggetti esterni a cui affidare una parte del lavoro di analisi, non perché impossibilitati a farlo in proprio dalla straordinaria concentrazione del carico di lavoro, ma per meglio garantire i mercati, che potrebbero evidentemente non fidarsi, nella visione della BCE, del giudizio autonomo dato da un soggetto pubblico, con tutte le conseguenze di conflitti di interessi che si possono sviluppare con attori privati nell’ambito finanziario. Siamo convinti che serva una stabilizzazione del sistema finanziario europeo ma a nostro avviso ha bisogno di attori pubblici forti, autorevoli e indipendenti.
In discussione generale è intervenuto Sergio Boccadutri. La dichiarazione di voto è stata fatta da Giovanni Paglia.

Informativa urgente del Governo sui recenti eventi alluvionali che hanno colpito le Marche
Abbiamo chiesto al Governo che è venuto a riferire in aula sulle alluvioni che hanno colpito le Marche e in particolar modo la città di Senigallia di non lasciare soli quei territori, dichiarare lo stato di emergenza e stanziare risorse immediate per riparare ai danni causati, ribadendo per l’ennesima volta l’esigenza non più rimandabile di investire sulla messa in sicurezza del territorio, per evitare che in Italia si possa continuare a morire per un’alluvione.
E’ intervenuta Lara Ricciatti.

Informativa urgente del Governo sui gravi episodi verificatisi in occasione della finale di Coppa Italia presso lo Stadio Olimpico di Roma
Non ci ha convinto la relazione del Ministro dell’interno Alfano sui tristemente noti episodi a cui abbiamo assistito per la finale di Coppa Italia, come d’altronde sbagliata e disastrosa è stata le gestione dell’ordine pubblico: nessuna prevenzione, nessuna misura di sicurezza per una partita considerata da tempo ad alto rischio. Il comportamento del ministro dell’Interno ha messo in pericolo migliaia di persone, per questo abbiamo chiesto che se ne assumesse la responsabilità.
E’ intervenuto Gennaro Migliore.

Question time
Il question time questa settimana è stato fatto da Arturo Scotto su “Iniziative volte alla soluzione della crisi ucraina, con particolare riferimento al rispetto dell’accordo di Ginevra del 17 aprile 2014”

Report tavolo esodati
Il 7 Maggio si è insediato il tavolo promosso dal Ministro del lavoro con la presenza della Ragioneria del Mef, dell’inps,delle commissioni lavoro di Camera e Senato Il tavolo è stato proposto dal ministro come momento di approfondimento propedeutico all’avvio della discussione in aula del testo di legge della commissione lavoro sugli esodati.

L’iter che ha portato a ieri è stato particolarmente tortuoso:

- sul tema esodati, creati dalla legge Fornero, nel corso di questa legislatura sono stati definiti decreti di salvaguardia (che consentono cioè ad alcune di quelle persone di andare in pensione con i criteri precedenti alla Fornero) che non hanno strutturalmente affrontato il problema procedendo in modo inverso rispetto al bisogno: quindi definite le risorse a disposizione i singoli decreti hanno individuato i criteri (e quindi il numero delle persone) per accedere alla salvaguardia

- la commissione lavoro ha definito una proposta di legge per risolvere strutturalmente il problema (garantendo a tutte le persone lasciate senza lavoro e pensione dalla legge Fornero il diritto ad andare in pensione con le regole precedenti) unificando proposte di legge proposte dai singoli gruppi parlamentari, anche le nostre

- la proposta di legge affronta anche il problema paradossale dei ferrovieri mentre una proposta di legge distinta affronta il problema creato agli insegnanti dalla legge Gornero ( quota 96)

- la proposta di legge della commissione era stata calendarizzata in aula per Marzo e noi ci siamo spesi molto in questa direzione

- il Ministro e intervenuto interrompendo questi percorso con la proposta del tavolo per chiarire numero degli aventi diritto (esodati chi?) e risorse necessarie

- il tavolo è sicuramente un modo per prendere tempo ma potrebbe avere una sua utilità se servisse a mettere un punto fermo su numeri e risorse

- per quanto ci riguarda, di nuovo ieri abbiamo chiesto:

A) soluzione strutturale per gli esodati

B) stralcio del tema quota 96 e macchinisti che trattandosi di errori di scrittura della legge o approssimazione nella valutazione degli effetti e richiedendo poche risorse per essere risolti in tempi brevi

C) data di termine del tavolo e un suo risultato concreto alla luce della nuova calendarizzazione del testo della commissione lavoro in aula a fine Giugno

- il Ministro ieri ha ascoltato le riflessioni generali proposte dai singoli gruppi, ha detto di procedere ad approfondimenti anche più ristretti per verificare la possibilità di stralciare alcuni temi e ha affermato impegno alla risoluzione strutturale del problema. Non c’è una data di nuova convocazione.

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