Rovetta e Lovere, quando in Italia è permesso celebrare il fascismo

Resistenza

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dei “Ribelli della Montagna” in merito alle celebrazioni fasciste che si terranno a Lovere e Rovetta tra il 24 e il 25 maggio. Provocazioni inaccettabili, in palese violazione della Costituzione, a cui ribadiamo il nostro convinto no. 

All’att.ne Ministro dell’Interno, on. Angelino Alfano;
All’att.ne Prefetto di Bergamo, dott.sa Francesca Ferrandino;
All’att.ne Questore di Bergamo, dott. Fortunato Finolli;
All’att.ne Sindaco di Rovetta (Bg), Stefano Savoldelli;
All’att.ne Sindaco di Lovere (Bg), Giovanni Guizzetti.

Al Presidente della Repubblica on. Giorgio Napolitano, ad Anpi Provinciale Bergamo, Anpi Lombardia, Anpi Nazionale, Isrec – Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, Comitato Antifascista di Bergamo, Comitato bergamasco per la difesa della Costituzione, Anpi Lovere, Anpi Endine, Anpi Osio Sotto, Anpi Treviglio, Anpi Val Calepio – Cavallina, Anpi Valgandino, Anpi Albino, a tutte le istituzioni democratiche ed antifasciste, agli organi di stampa locali e nazionali.

La legge 20 giugno 1952 n. 645, art. 4, sancisce il reato commesso da chiunque «pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo».
Domenica 25 maggio 2014 – in concomitanza con la giornata delle elezioni europee ed amministrative – il paese di Rovetta (Bg) vedrà l’ennesima invasione fascista: teste rasate, nostalgici del ventennio, pregiudicati per atti di razzismo e violenza si ritroveranno a celebrare le “eroiche gesta” della Legione Tagliamento che includono tortura, incendio di interi paesi, stupri, omicidi e deportazioni perpetrate in tutto il nord Italia. Cerimoniere della giornata Don Giulio Tam, ex-prete lefebvriano scomunicato, che per tutta la mattinata occuperà il cimitero comunale – per l’occasione addobbato con bandiere dell’RSI – intonando inni al Duce insieme ai convenuti, provenienti da tutto il Paese e dall’estero, in quello che per numero di partecipanti e importanza è ormai il principale raduno nazifasista d’Italia.
Il giorno prima – sabato 24 maggio – a Lovere (Bg) andrà in scena un’analoga apologia di Fascismo, protagonisti gli stessi personaggi di cui sopra, come da anni avviene sotto gli occhi degli organi preposti (Corpo dei Carabinieri e Comando di Polizia Locale) nel silenzio delle istituzioni (e con il beneplacito della Questura).
Pertanto

VISTE E CONSIDERATE:

- la XII disposizione finale della Costituzione Italiana che vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto Partito Nazionale Fascista;
- la legge 20 giugno 1952 n. 645 (c.d. legge Scelba) in materia di apologia del fascismo;
- la legge 25 giugno 1993, n. 205 che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi o nazionali, e che punisce anche l’utilizzo di simbologie legate a suddetti movimenti politici.;
- la legge 4 aprile 1956, n. 212 che disciplina le operazioni di voto e sancisce in particolare il divieto dal giorno precedente alla consultazione elettorale di comizi, riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico;
- il D.Lgs. n. 267/2000 sulla facoltà dei sindaci di adottare provvedimenti urgenti al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana; ed in materia di concessioni di occupazione del suolo pubblico;

gradiremmo che quest’anno autorità e istituzioni competenti fornissero pubblicamente alcune risposte, quindi

CHIEDIAMO:

- Al Ministro dell’Interno, on. Angelino Alfano:
È stato informato di ciò che accade a Rovetta da più di vent’anni a questa parte, sotto lo sguardo condiscendente delle autorità e degli organi preposti? Ha intenzione di sentire il Prefetto per informarsi della situazione che si creerà a Rovetta e Lovere, peraltro in concomitanza con le elezioni amministrative ed europee?

- Al Prefetto di Bergamo, dott.ssa Francesca Ferrandino:
Non crede che l’invasione di centinaia di fascisti a Rovetta possa turbare le normali attività elettorali? Dopo aver visionato il materiale documentario che le è stato consegnato, non crede di dover intervenire sulla questione, almeno negli aspetti che riguardano le violazioni di legge?

- Al questore di Bergamo, dott. Fortunato Finolli:
Continuerà con la linea adottata sino ad oggi, ovvero “se non si tratta di problemi di ordine pubblico non interveniamo”? I suoi agenti, presenti in forze all’interno e all’esterno del cimitero di Rovetta (come si evince da numerose riprese video rintracciabili in rete e nei link sottostanti), continueranno ad ignorare le ripetute e palesi violazioni della cosiddetta legge Scelba che condanna l’apologia di fascismo, e della legge Mancino che condanna l’istigazione all’odio razziale?

- Al sindaco di Rovetta, Stefano Savoldelli:
Chi ha autorizzato la posa di una Croce con l’effige del duce, della Repubblica Sociale Italiana e della legione Tagliamento all’interno del cimitero di Rovetta? Chi ha permesso di apporre sul muro di cinta dello stesso una lapide che ricorda le figura di Padre Intreccialagli, cappellano accusato dell’assassinio di un garzone sul Monte Grappa, come testimoniato dagli atti del processo contro la Tagliamento? Chi concede l’autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico e ci dica una volta per tutte – senza rimbalzi tra questura, cc e comune – di chi è tale responsabilità?

- Al sindaco di Lovere, Giovanni Guizzetti:
Anche quest’anno ha intenzione di tollerare l’oltraggio di un manipolo di neo-fascisti alla memoria dei 13 Martiri trucidati a Lovere dalle camice nere?

CHIEDIAMO INOLTRE:

- A tutte le istituzioni, associazioni, singoli cittadini sensibili, democratici ed antifascisti:

- Alle Associazioni Nazionali dei Partigiani, provinciali e locali, al Comitato Antifascista Bergamasco, al Comitato bergamasco per la difesa della Costituzione, che nel proprio statuto condividono i valori della Resistenza contro l’occupazione nazifascista nella seconda guerra mondiale che annoverano tra i propri principi la valorizzazione del ruolo storico svolto dalla lotta partigiana, la difesa dal vilipendio della Costituzione e dal revisionismo, il sostegno ideale ed etico dei “valori di libertà e democrazia” alla base della Costituzione della Repubblica Italiana del 1948 nata dalla Resistenza, l’analisi del periodo stragista e del terrorismo di destra degli anni settanta e ottanta del Novecento:

Non abbiamo forse tollerato troppo? Non è ancora giunta l’ora di dire basta anche di fronte all’inerzia di questura, procura e prefettura? Non è ancora giunta l’ora di mobilitarsi per ricacciare fascisti e nazisti fuori dalle nostre Valli, come settant’anni fa?

Auspichiamo che queste parole non finiscano inutilmente al vento: pertanto chiediamo a coloro che per statuto, valori e ideali condividono o affermano di rappresentare quanto sopra di dare un segnale forte e deciso contro questi sempre più insistenti tentativi di revisionismo storico, apologia di fascismo, inoltrando questa lettera a tutti coloro che possono essere sensibili all’argomento e seguendo con concreto impegno ogni iniziativa atta ad intervenire contro questo scempio.

Noi, Ribelli della Montagna, siamo un gruppo eterogeneo di persone che operano in realtà molto diverse tra loro provenienti dai paesi che ogni anno sono costretti a tacere e subire passivamente un’invasione che dovrebbe riempire di vergogna la nostra Nazione. Il nostro lavoro parte da lontano: è iniziato con un dossier su ciò che accade quel giorno nel paese della Val Seriana ed è proseguito con una serie di azioni atte a sensibilizzare il territorio: un territorio difficile, chiuso, ma sicuramente stanco di vedere i propri luoghi ostaggio di un manipolo di naziskin e neofascisti in camicia nera. Il nostro lavoro continua poiché non siamo più disposti a tollerare questa situazione, questo silenzio da parte vostra, ed esigiamo che chi deve vigilare e dare un segnale decisivo si faccia forte delle istituzioni e della Costituzione che rappresenta, rendendo pubblico una volta per tutte il perché sia possibile che ciò avvenga in un Paese civile, democratico e libero come il nostro.

Da parte nostra, come disse Calamandrei, «(…) su queste strade se vorrai tornare, ai nostri posti ci ritroverai, morti e vivi collo stesso impegno, popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre Resistenza».

A nome dei “I Ribelli della Montagna”:
Matteo Cefis, Daniela Lanfranchi, Rossana Noris, Elisa Troiani, Simone Boglioni

* * *

Al seguente link trovate una documentazione fotografica che mostra le effigi del cimitero di Rovetta e alcune immagini risalenti ai raduni di Lovere e Rovetta degli anni 2008 e 2009: mediafire.com/?8x29ja7ffms43 mentre qua trovate la documentazione video del raduno del 2010 e la parte storica dei fatti: youtu.be/M_VdOq25PCM.

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