Si fermi il raduno di Lovere e Rovetta

resistenzav2bis

La Federazione provinciale di Sinistra Ecologia Libertà Bergamo esprime il suo più profondo sdegno per la decisione di consentire l’adunata neofascista in programma a Rovetta il 24-25 Maggio.

Si tratta di una decisione che stride con i nostri valori, i valori della Resistenza antifascista, grazie ai quali oggi viviamo in una democrazia.

Senza il sacrificio di questi uomini, che hanno dato la vita per gli italiani, per costruire e ricostruire un’Italia migliore, oggi il nostro paese non sarebbe libero.
Anche in un territorio come quello bergamasco, nelle cui valli la lotta antifascista ha resistito e ha liberato l’Italia, non possiamo rimanere a guardare; non possiamo continuare a stare in silenzio, aspettando che questi ideali svaniscano da soli, autoescludendosi.

Anzi, in barba alle leggi e alla Costituzione stessa questi raduni vengono consentiti, come se fossero una qualunque manifestazione. NON È COSÌ!

Così come ha detto Nichi Vendola in Piazza Vittorio Veneto Domenica 11 Maggio, nel nostro paese e sul nostro territorio viviamo un contesto storico nel quale “le forze neofasciste e neonaziste sono sulla cresta dell’onda in tutti i sondaggi di tanta parte d’Europa. Fascisti e nazisti Tornano come l’effetto di un incendio che di strada in strada, di piazza in piazza che vede i populisti, che parlano una lingua apparentemente nuova, ma con un vocabolario che è sempre uguale, invocando la propria piccola patria.

Un‘Europa  delle piccole patrie e del nazionalismo, con accanto una straordinaria proliferazione di tutte le forme dell’intolleranza, della discriminazione del sentimento illiberale.

Noi dobbiamo essere preoccupati.

Questi fenomeni si sono affermati nel passato proprio per come si affrontata la crisi economica.
L’Italia degli anni 20 è un paese spolpato vivo dalla guerra, con l’impazzimento di classi sociali che non hanno più dove piantare la tenda. Con un fenomeno di massa come quello dei reduci dal fronte.
Questi furono l’oggetto del reclutamento delle squadracce fasciste, che seppero abilmente puntare sul malcontento finanziate dai grandi industriali e dai conti e baroni latifondisti, che avevano la necessità col fascismo di fermare l’avanzata della povera gente che aveva trovato bandiere, parole, cultura per diventare un soggetto che chiede il cambiamento

Sulla scena pubblica impazzano i populisti, quelli che ti spiegano che il mondo è semplice, che la storia è semplice, che la scienza è facile, che la natura è facile, che basta una parola magica, un abracadabra o una parolaccia per trovare la strada del cambiamento

La povera gente imparò a lasciare il forcone e ad alzare una bandiera e capì che a casa piuttosto che armarsi di lame e di revolver era bene era bene armarsi di libri e di parole, che il mondo lo cambi soltanto con la cultura, con il sapere, con la conoscenza”.

“Chiunque esalti esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo compie un reato non solo prescritto dal nostro codice civile ma soprattutto contro ogni forma di etica democratica e amore per la libertà contro la dittatura” afferma Chiara Cremonesi, coordinatrice lombarda di Sinistra Ecologia Libertà “sapere che prima a Lovere e poi a Rovetta (Bg) si vedrà l’ennesima invasione di nostalgici di un periodo che del razzismo, della xenofobia e della violenza ha fatto la sua bandiera non può lasciarci indifferenti”.

“L’apologia delle gesta della “Legione Tagliamento”, tra cui tortura, incendi, stupri, omicidi e deportazioni non può essere minimamente accettata, ancor di più se come cerimoniere si vede presente Giulio Tam, ex prete lefebvirano ora scomunicato” continua Chiara Cremonesi “Le bandiere di un passato vergognoso devono essere ricordate perché non si compiano più simili barbarie, spazio per un ricordo nostalgico non può esistere”.

“Per questo sosteniamo i “Ribelli della Montagna” che, tramite la lettera allegata, chiedono che vengano ritirate tutte le autorizzazioni per simili, assurde, manifestazioni” Conclude la Coordinatrice Lombarda di SEL  “e che si prendano seri e concreti provvedimenti per fermare questi gruppuscoli che, per quanto sparuti, non possono avere cittadinanza in una Italia fondata sull’antifascismo”

Ebbene noi oggi non accettiamo in alcun modo che possa essere ancora diffusa e legittimata la cultura fascista e neofascista. Anche in questo caso rivendichiamo la rievocazione storica di quegli anni, contestualizzandoli nel processo di formazione della Memoria, affinché ciò che è accaduto non si possa ripetere nuovamente. Soltanto conoscendo e condannando senza mezzi termini quello che è accaduto in passato, potremo evitare che ciò si ripresenti.
Attraverso la cultura.

Per questo motivo aderiamo al sit-in organizzato dall’ANPI provinciale e dal Comitato Bergamasco Antifascista , e sottoscriviamo l’appello lanciato dai Ribelli della Montagna.

Nel tardo pomeriggio di oggi abbiamo presidiato la prefettura, ed abbiamo assistito alla decisione di “non poter impedire lo svolgersi della manifestazione nelle due giornate del 24-25 Maggio” rispettivamente a Lovere e Rovetta,  non tralasciando l’evento – continua il prefetto – ma monitorandolo sia nei giorni stessi della manifestazione che nei giorni immediatamente precedenti e successivi.

A noi non basta.
Non possiamo permettere che quella cultura torni ad avere canali di diffusione riconosciuti.

L’Italia è un paese antifascista

email

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>