26-30 maggio, nota sui lavori parlamentari

Parlamento

Titti Di Salvo, vicecapogruppo alla Camera, ci racconta il lavoro di SEL in Aula tra il 26 e il 30 maggio.

Premessa. Il risultato delle elezioni europee e stato totalmente inaspettato: non previsto dai sondaggi né dai commentatori politici né tanto meno dagli stessi partiti premiati dal voto. E già questo meriterebbe una riflessione.

In generale il ritratto dell’Italia che emerge è quello di un Paese che nonostante tutto non smarrisce la vocazione europeista, che ha un tasso di astensione più basso degli altri paesi, in cui il partito guida del governo non viene punito ma anzi premiato nonostante la gravità della crisi. La quantità di consensi avuti dal Pd, alla vigilia della presidenza italiana del semestre europeo, rafforza la leadership di Renzi nel suo partito, nel Paese, in Europa, nel PSE. Oggi l’analisi dei flussi elettorali non è ancora completata ma è sufficiente per dire che il voto e stato fortemente influenzato dai toni della campagna elettorale, dalla crisi di Forza Italia, dalla paura suscitata da Grillo – da comico a giudice dei processi di piazza -, interpretato assai meglio dal senso comune che dalle analisi politologiche.

Nonostante la polarizzazione del voto la lista Tsipras passa lo sbarramento se pur di un soffio con un risultato straordinario se paragonato all’oscuramento mediatico e all’oggettiva difficoltà di reggere una competizione tutta tra leader per un leader greco. Premiato l’impegno di SEL e la scelta di un programma, l’unico, concentrato sull’Europa fuori dal cortile di casa.

Le elezioni europee lasciano intatti i numeri del Parlamento italiano ma non i rapporti di forza politici al suo interno per la sparizione di Scelta Civica e il risultato veramente modesto di NCD. Sarebbe fuorviante interpretare quel voto come il premio a un’azione di governo appena cominciata, ma verosimilmente è stata premiato il messaggio e l’immagine del Presidente del Consiglio, di lotta e di governo, come è stato efficacemente definito Renzi per significare il modo di interpretare il ruolo di premier non compromesso per che nuovo con il fallimento di una classe dirigente. Oggi per tutto ciò il Governo Renzi e alla prova dell’Europa e la investitura di cui gode può aiutare per mettere in pratica la fine dell’austerity.

La riflessione sul ruolo di SEL “di sfida a Renzi sull’Europa e sull’innovazione” (per usare le parole di Vendola) nel nuovo quadro politico sarà il tema delle prossime riunioni della Presidenza e dell’Assemblea nazionale, al di là delle caricature giornalistiche.

In questo quadro alla camera la discussione della settimana si è concentrata su:

  • Legge sul divorzio breve;
  • iniziative a favore del settore dell’apicoltura;
  • disposizioni per il superamento degli Opg.

Legge sul divorzio breve
È finalmente stata approvata alla Camera la legge per accorciare i tempi lunghi e antieuropei obbligatori nel nostro Paese per ottenere il divorzio: tre anni dall’inizio della separazione per lo scioglimento definitivo del matrimonio. Come avevamo ribadito nella proposta di legge da noi depositata prima firmataria Di Salvo, è un termine troppo lungo che spesso esaspera i conflitti, induce a sentimenti di rivalsa, impedisce la ricostruzione serena di una vita affettiva, diventa un ulteriore trauma per gli eventuali figli. Nelle passate legislature i testi sull’argomento sono rimasti bloccati, oggi finalmente si arriva ad un testo condiviso che prevede la riduzione da tre anni a uno del termine dall’inizio della separazione per la sentenza di divorzio, tempo che si riduce a sei mesi in caso di separazione consensuale. Come ha richiesto il nostro gruppo inoltre si anticipa lo scioglimento della comunione dei beni tra marito e moglie al momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati. Questa legge è un grande passo avanti, ma abbiamo ribadito la necessità di affrontare il superamento del doppio binario, cioè della doppia procedura prima la separazione e poi il divorzio. Anche questa una particolarità tutta italiana che allunga i tempi, aumenta i costi, aggrava inutilmente il carico di lavoro della giustizia e diventa più traumatico per gli eventuali figli a carico.
In discussione generale è intervenuto Franco Bordo. La dichiarazione di voto è stata fatta da Marisa Nicchi.

Iniziative a favore del settore dell’apicoltura
Questa mozione ha l’obiettivo di contrastare la moria delle api, fenomeno molto preoccupante di fronte al quale gli apicoltori sono impotenti. In Italia questo settore conta oltre un milione di alveari per un giro d’affari complessivo di 80 milioni di euro. Gli apicoltori sono 50 mila di cui 7.500 professionisti che totalizzano un fatturato di circa 25 milioni di euro. Inoltre senza le api tutto il nostro ecosistema collasserebbe: concorrono per l’80% al lavoro di impollinazione e l’alimentazione umana dipende per un terzo da coltivazioni impollinate attraverso il lavoro degli insetti. Per questo è necessario prendere provvedimenti urgenti: vietare l’uso di pesticidi nocivi per le api a partire dalle sostanze più pericolose in circolazione nell’Unione europea, sostenere e promuovere pratiche agricole che apportino benefici al servizio di impollinazione all’interno dei sistemi agricoli, come la rotazione delle colture, la promozione di aree di interesse ecologico a livello aziendale e i metodi dell’agricoltura biologica, nonché aumentare i finanziamenti per ricerca, sviluppo e applicazione di pratiche agricole ecologiche che allontanino dalla dipendenza da sostanze chimiche e antibiotiche per il controllo dei parassiti, per andare verso l’uso di strumenti basati sulla biodiversità.
In discussione generale e dichiarazione di voto è intervenuto Franco Bordo.

Disposizioni urgenti in materia di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari
Abbiamo dato parere favorevole a questo provvedimento che punta alla chiusura degli OPG (ospedali psichiatrici giudiziari). Già un anno ci eravamo espressi negativamente sul voto per la proroga di un anno che ne rimandava la chiusura, richiesta invece a gran voce da associazioni, operatori e dello stesso Presidente Napolitano dopo il quadro drammatico disegnato dalla commissione d’inchiesta del Senato. Gli OPG venivano infatti descritti con personale sanitario insufficiente, con strutture da carcere o manicomio distanti da quelle dei servizi psichiatrici, come incapaci di trattare il personale psichiatrico in modo diversificato. Quattro di queste avevano carenze strutturali igienico sanitarie gravi. Erano stati rilevati anche stati di sovraffollamento e pratiche di contenzione inadeguate e in alcuni casi lesive della dignità della persona. Nonostante il decreto preveda un’ulteriore proroga sono stati fatti molti passi avanti: mentre l’impostazione dello scorso provvedimento era quella di trovare una soluzione tramite finanziamenti per la costruzione di REMS cioè di OPG in miniatura, oggi si reinvesto risorse per potenziare i servizi di salute mentale; quindi si investe su percorsi di riabilitazione e non sulla mera reclusione. È fondamentale per rendere efficaci le misure che le regioni rivedano i loro piani, per questo è stata inserita la possibilità di commissariamento delle regioni inadempienti e una verifica tra sei mesi.
La dichiarazione di voto è stata fatta da Ileana Piazzoni.

Question time
Il question time questa settimana è stato fatto da Ferdinando Aiello su “Iniziative di competenza per assicurare un’adeguata protezione agli amministratori di Benestare (Reggio Calabria) e di Marano Marchesato (Cosenza) destinatari di atti intimidatori”.

email

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>