Elezioni provinciali, no al listone unico

Provincia no larghe intese

Entro l’8 settembre vanno depositate le liste che si candidano a governare la Provincia di Bergamo dopo la Riforma Del Rio. Si tratta dell’elezione di un Ente che diventa di secondo livello, in quanto ad essa non parteciperanno tutti i cittadini, ma solo gli amministratori comunali di tutti i comuni bergamaschi. Toccherà a loro scegliere il Presidente e i 16 consiglieri che comporranno l’organo di governo, mentre un altro organo di tipo assembleare assumerà una generica funzione di indirizzo e controllo.

In vista di tale appuntamento, il Partito Democratico provinciale, in quanto forza prevalente specie dopo le ultime elezioni comunali, sembra voglia proporre un listone unico, trattando con le segreterie provinciali di Lega Nord, Forza Italia e Nuovo Centrodestra per la sua composizione. Nei giorni scorsi, in una riunione con alcuni amministratori comunali di sinistra, si è affermata con forza la contrarietà al listone unico per le seguenti considerazioni:
- riteniamo che già la riforma ha tolto ai cittadini l’espressione democratica, con voto diretto, del governo della Provincia, ma affidare alle segreterie provinciali dei partiti la sua conformazione diventerebbe una ulteriore riduzione della democrazia a scapito degli orientamenti espressi anche dalle numerose e composite liste civiche che caratterizzano i nostri comuni;
- pensiamo che le competenze che restano in capo alla Provincia come funzioni proprie o delegate dalla Regione, nonché attraverso le proprie rappresentanze negli Enti (ad esempio, su ambiente, mobilità, edilizia scolastica delle scuole superiori, formazione professionale e lavoro, ecc.), siano talmente significative da un punto di vista delle scelte politiche da non rendere opportune logiche di larghe intese che già a livello nazionale stanno producendo frutti molto discutibili.
Invitiamo perciò il PD a rivedere l’orientamento verso il listone unico e a farsi promotore di una lista di centrosinistra aperta alle liste civiche che sappia meglio interpretare la voglia di cambiamento che passa anche dai temi sui quali la Provincia mantiene significative competenze. Tale voglia di cambiamento e di discontinuità rispetto alla Giunta Pirovano potrebbe concretizzarsi a partire dal programma che il centrosinistra aveva presentato nella passata elezione, ovviamente aggiornato e arricchito magari anche con un seminario partecipato da organizzare prima della presentazione della lista.

A nome di un gruppo di amministratori locali di sinistra,
Luciano Ongaro, Diego Pippo, Michael Lochis

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