“Sblocca Italia”, la ricetta perfetta per cementificazione e opere inutili

Sblocca Italia ok

di Marco Furfaro
Coordinamento nazionale Sinistra Ecologia Libertà,
Responsabile Ambiente, Beni comuni e Green economy

Piove e si muore. Piove e ci sono dispersi, feriti, danni, catastrofi. Piove e torrenti in piena si portano via auto, distruggono scuole e case, sfondano muri e saracinesche. Marche, Gargano, Firenze, nuovamente Genova. Sembra un incubo senza fine. Ma è la triste realtà di un Paese che non sa prendersi cura di se stesso, che non ha saputo farlo nel passato e che sta facendo di tutto perché accada nuovamente in futuro.

Eppure, sarebbe facile dirsi che non è più possibile tollerare che ogni “bomba d’acqua” ci siano morti, feriti e danni ingenti al territorio. Che non è possibile che la storia si ripeta ogni giorno, in ogni parte del Paese. In fondo, ci sono i dati a dircelo. Dal 1960 ad oggi 4 mila persone sono morte e i danni, spesso a causa di una prevenzione insufficiente, sono stati di oltre 240 miliardi.

I dati di oggi non sono migliori. Ci segnalano il bisogno di intervenire immediatamente: oltre 6.600 comuni (l’80% del totale), 6400 edifici scolastici e 550 strutture ospedaliere sono a rischio idrogeologico. Milioni di persone, spesso bambini, sono in pericolo a causa di una mancata prevenzione e per aver lasciato che si costruisse senza regole e cementificato senza nessuna tutela del paesaggio.

La ricetta da seguire sarebbe chiara, lampante: un piano di manutenzione del territorio. Creerebbe migliaia di posti di lavoro e farebbe dell’ambiente una risorsa. Farebbe della modernità sinonimo di prevenzione ed efficacia. Avremmo lavoro e salute, invece di contare i morti e pagare miliardi di euro in più per la mancata cura e i danni fatti sul territorio.

Purtroppo, il governo Renzi, con il decreto “Sblocca Italia”, non farà niente di tutto questo. Anzi, la ricetta sarà in perfetta continuità con il passato: si promuove la cementificazione del territorio, trivellazioni, costruzione di inceneritori, autostrade e altre opere inutili nella più totale deregolamentazione. Si consegna ai costruttori e alle trivelle la possibilità di compiere uno scempio del nostro Paese senza criteri di salvaguardia.

Questo è il decreto “Sblocca Italia”. Riuscirà a “sbloccare”, perfino secondo Cantone e Banca d’Italia, non la valorizzazione del nostro patrimonio ambientale ma la solita litania di un modello vecchio e fallito, aggirando controlli ambientali e soggetto a possibili corruzioni.

Altro che modernità. Non c’è nessuna idea di trasformazione sostenibile del Paese, nessuna discontinuità con un passato basato sul cemento, nessuna pianificazione territoriale per fare dell’Italia il luogo ideale dove coniugare lavoro e ambiente.

Lo “Sblocca Italia” è frutto della concezione per cui crescita equivale a cemento, a mettersi nelle mani di costruttori, dei proprietari immobiliari che potranno modificare a loro piacimento il suolo, le grandi imprese che potranno sfruttare per profitto il territorio senza creare posti di lavoro. Insomma, nessun cambiamento, nessuna innovazione e una sola tutela: quella dei “soliti ambienti”.

Per questo parteciperemo alla due giorni di presidio dei comitati e cittadini che contrastano lo Sblocca Italia mercoledì 15 e giovedì 16 Ottobre (ore 10-14) a Roma (P.zza Montecitorio).

Perché vogliamo aver cura dell’Italia e della sua bellezza. E per farlo occorre rilanciare una grande piano che curi un territorio dove ogni volta che piove ci sono morti e danni enormi, che valorizzi un patrimonio ambientale e culturale utilizzato solo per il profitto di pochi.

Per questo serve un programma straordinario di piccole opere: la messa in sicurezza delle scuole, il riassetto idrogeologico del territorio, la manutenzione delle coste, la riqualificazione delle periferie delle grandi città: tutti interventi che possono essere sostenuti con un buon uso dei fondi europei e con la destinazione dei finanziamenti delle grandi (inutili) opere.

Investimenti fondati sull’idea di un Green New Deal come strumento di un piano del lavoro straordinario, capace di creare centinaia di migliaia di nuovi posti e al contempo di fare della bellezza dell’Italia una risorsa. Da valorizzare, non da sfruttare per pochi.

Questo dobbiamo fare. Stracciare lo Sblocca Italia e valorizzare la bellezza di questo nostro stanco Paese.

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