Attestato di idoneità alloggiativa. Interrogazione parlamentare di SEL

Parlamento

In virtù dell’espansione nell’attuazione di una pratica, quella dell’innalzamento della tassa per il rilascio dell’attestato di idoneità alloggiativa, inedita per l’Italia ed il territorio bergamasco, che nasconde dietro la burocrazia il fine di dissuadere gli stranieri dalla residenza nei comuni in questione.

Per questo motivo Sinistra Ecologia Libetà, ha presentato un’interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno, al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, firmatari On. Celeste Costantino e On. Franco Bordo
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08727 presentato da

COSTANTINO Celeste testo di
Giovedì 9 aprile 2015, seduta n. 405

  COSTANTINO e FRANCO BORDO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno, al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione. — Per sapere – premesso che:
l’attestazione di idoneità alloggiativa è un documento che certifica, in base ai parametri di cui al decreto ministeriale 5 luglio 1975 (recante indicazioni relative alla «Altezza minima ed ai requisiti igienico sanitari principali dei locali d’abitazione»), l’adeguatezza di un alloggio dal punto di vista igienico-sanitario e rispetto ai requisiti minimi di abitabilità;
ai fini del rilascio di tale certificazione, gli uffici comunali devono dunque valutare le caratteristiche dell’alloggio nonché, in base ai parametri indicati dal citato decreto ministeriale, la sua capienza effettiva concernente il numero di persone per le quali risulti adeguato;
la certificazione di idoneità alloggiativa ha validità per soli 6 mesi, come risulta «a contrario» dall’articolo 41 del decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000 (a norma del quale, «I certificati che riguardano fatti e qualità personali non soggette a modificazioni hanno validità illimitata. Le altre certificazioni hanno validità di sei mesi dalla data del rilascio»);
questure e prefetture si conformano a tale interpretazione richiedendo generalmente (salvo virtuosi casi di ragionevole tolleranza) attestazioni rilasciate non oltre 6 mesi prima;
il certificato di idoneità alloggiativa è richiesto unicamente ai cittadini stranieri per i seguenti procedimenti amministrativi: richiesta di permesso di soggiorno di lungo periodo, anche nell’interesse dei familiari conviventi (articolo 9 testo unico dell’immigrazione e articolo 16, comma 4, lettera b, decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 1999), richiesta di nulla osta ricongiungimento familiare (articolo 29, comma 3 lettera a) del testo unico dell’immigrazione, articolo 6, comma 1 lettera c), decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 1999), sottoscrizione del contratto di soggiorno per lavoro subordinato solo in caso di primo ingresso (a seguito di decreto flussi o a seguito di sanatoria per l’emersione di lavoro irregolare);
l’abrogazione delle norme che ne richiedevano il possesso in sede di rinnovo del permesso o di cambio del datore di lavoro ne ha decisamente ridimensionato l’importanza e la frequenza di richiesta;
con ordinanza 6 agosto 2014, il tribunale di Bergamo – accogliendo il ricorso presentato da ASGI, CGIL Bergamo e Coop. Ruah insieme a 3 cittadini stranieri residenti a Bolgare (Bergamo) – ha dichiarato la natura discriminatoria per ragioni di etnia e nazionalità della delibera comunale 6/2014, nella parte in cui aveva aumentato da 150 a 500 euro (mentre nel 2011 era di soli 30 euro) il costo del certificato di idoneità alloggiativa;
nonostante detta ordinanza sia passata in giudicato altri comuni della medesima provincia hanno seguito la medesima strada emanando delibere comunali con incrementi anche del 100 per cento della tassa richiesta per ottenere il certificato (Telgate: euro 325; Albino: euro 160; Seriate: euro 220) e motivando con riferimento ad asseriti costi e oneri per l’amministrazione per il rilascio del certificato;
in realtà non risulta affatto che l’attività di verifica preliminare al rilascio del certificato sia diventata più onerosa rispetto al passato (quando veniva comunque svolta dai comuni con i medesimi strumenti e le medesime finalità, non essendo per nulla mutata la normativa in materia), tanto è vero che la maggioranza dei comuni italiani (come si può evincere dai portali internet dei singoli enti locali) richiede un tributo attorno ai 30/50 euro;
vi è quindi ragione di ritenere che l’improvviso e ingiustificato incremento della tassa richiesta per il rilascio del certificato sia determinato dalla illecita finalità di dissuadere gli stranieri dalla residenza nei comuni in questione, aggravando illegittimamente i procedimenti che li riguardano;
l’equilibrata distribuzione dei migranti sul territorio nazionale e il divieto di forme protezionistiche che influenzino illegittimamente detta distribuzione, oltre a costituire espressione del diritto alla mobilità dei migranti che soggiornano regolarmente sul nostro territorio, costituisce compito del governo quale titolare delle politiche migratorie –:
se il Governo sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa e se ritengano di assumere iniziative, anche normative, al fine di evitare che il potere di determinazione della tassa per il rilascio del certificato di idoneità alloggiativa possa incidere negativamente sulla libertà di circolazione dei migranti e sulla determinazione delle politiche migratorie. (4-08727)

Per la stessa ragione la Federazione provinciale parteciperà alla manifestazione di domani a Seriate contro la tassa discriminatoria.
Per l’importanza dell’evento sarà presente anche Pape Diaw, responsabile del Forum sull’integrazione di SEL
email

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>