Val Borlezza, Campionato mondiale enduro: il nostro comunicato

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Nei giorni dal 19 al 21 giugno 2015 si disputerà in Val Borlezza, con partenza da Rovetta, la 42a edizione del trofeo “Valli Bergamasche” valevole per il campionato mondiale 2015 di enduro. Il Forum Ambiente e la Federazione provinciale di Sinistra Ecologia Libertà di Bergamo condividono le preoccupazioni espresse dalle associazioni ambientaliste sull’inopportunità dello svolgimento della gara per i rischi al patrimonio boschivo, sentieristico e faunistico, che al contrario andrebbero preservati e valorizzati anziché messi in pericolo da una pratica sportiva che di certo non pare compatibile con uno sviluppo ecologico e ambientale della montagna.

Non ci si può non lamentare rispetto alla decisione di scegliere un percorso che attraversa aree di elevato interesse naturalistico, nonché alla scelta di tenere la gara in un periodo in cui è in corso ancora la nidificazione dell’avifauna e la riproduzione di diverse specie, con incidenza sui cicli della vita di varie specie animali. Così come non ci si può non lamentare che nulla hanno insegnato le gestioni post-gara di tali competizioni tenutesi nel recente passato sul nostro territorio che, a fronte di impegni da parte di organizzatori e amministrazioni locali circa l’esecuzione di interventi di ripristino e recupero integrale di alcuni tratti del percorso utilizzato e circa l’intensificazione delle attività di vigilanza e controllo sul transito di mezzi motorizzato, si sono rivelate inadempienti rispetto agli impegni presi, disattendendoli quasi integralmente. Va censurata, inoltre, la mancanza di qualsiasi volontà da parte degli organizzatori e delle stesse amministrazioni locali interessate di collaborare con le associazioni ambientaliste per tentare di condividere la progettazione del tracciato e le opere di mitigazione da realizzarsi per ridurre al minimo l’impatto ambientale della manifestazione, così come va censurata la mancata trasparenza nei confronti delle predette associazioni nel fornire informazioni richieste per l’attività di controllo e vigilanza che le stesse svolgono nell’interesse collettivo.

Pare non vi sia l’assoluta consapevolezza della delicatezza dell’ecosistema costituito da sentieri, mulattiere, pascoli, alvei di torrenti montani, aree umide che verrebbero attraversati e distrutti dal passaggio di centinaia di mezzi motorizzati, che nessuna opera di ripristino sarà in grado di riportare alla loro condizione originaria. Si va a incidere su aree fragili, anche a rischio idrogeologico, che richiederebbero, come in parte già avviene, interventi mirati di difesa e manutenzione del territorio volti a mitizzare il rischio di frane e di smottamenti. Si va a incidere su cicli della vita di piante e animali pregiudicando la sopravvivenza di interi habitat. Ma ciò che è ancor più grave, è che tali manifestazioni non fanno che promuovere tale pratica sportiva anche al di fuori delle competizioni ufficiali esponendo al deturpamento i sentieri e le mulattiere per tutto l’anno da parte di mezzi motorizzati che senza alcun controllo circolano pur nel divieto della legge nei boschi della nostra provincia.

In discussione è l’idea dell’utilizzo della montagna e quali politiche siano necessarie per la sua valorizzazione. Tra l’idea di costruire circhi e arene, proprie di un contesto metropolitano incompatibile con i valori e le risorse ambientali della montagna, e l’idea di impedire qualsiasi iniziativa di sviluppo e di valorizzazione, vi è un vasto campo di pratiche e di esperienze positive che la politica, spesso quella locale, affronta solo nei convegni e nelle fiere specialistiche del sabato e della domenica per poi dimenticarsene dal lunedì al venerdì. Si tratta di interventi che hanno fatto la fortuna di interi territori e la cui valenza noi stessi riconosciamo quando ci spostiamo nei Paesi oltralpe o anche solo in altre regioni d’Italia, ma i cui modelli siamo incapaci di importare con la determinazione e coerenza necessaria.

Senza avere l’ambizione in questa sede di approfondire il tema, lo sviluppo anche economico di queste aree passa attraverso la valorizzare delle sue emergenze identitarie e peculiari naturalistico-ambientali, paesaggistiche e culturali, ovvero attraverso la valorizzazione dei caratteri geomorfologici, delle aree minerarie e del sistema degli alpeggi, attraverso la tutela del sistema delle acque dalle cascate ai laghi, dagli orridi ai torrenti, attraverso la valorizzazione della viabilità storica e, in generale, della rete sentieristica, attraverso una mobilità lenta, e la valorizzazione dei borghi storici, riconoscendo la valenza strategica nella difesa del suolo e nella manutenzione diffusa del territorio e promuovendo forme di turismo sostenibile a prevalente interesse ambientale, storico-culturale, rurale ed agroalimentare.

Manifestazioni sportive come quella che si terrà in Val Borlezza i prossimi 20 e 21 giugno e, nostro malgrado, come le tante altre, magari di minor rilevanza mediatica, sparse durante tutto l’anno, risultano essere incompatibili con l’idea di montagna che abbiamo e conseguentemente siamo contrari al loro svolgimento. Chiediamo alle Amministrazioni Regionale, Provinciale e Comunali per loro competenza un ripensamento sulla praticabilità di queste manifestazioni che svalorizzano le peculiarità della montagna, la messa in campo di azioni di controllo e vigilanza al traffico di mezzi motorizzati lungo sentieri, mulattiere e agro silvo pastorali, la destinazione di risorse per l’esecuzione di interventi di difesa e manutenzione diffusa del territorio e l’attuazione del Piano Territoriale Regionale d’Area approvato il 10 marzo 2015 perché non rimanga una mera enunciazione di buoni principi.

Forum Ambiente SEL Bergamo
Coordinamento provinciale di Sinistra Ecologia Libertà – Federazione provinciale di Bergamo

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