Accoglienza richiedenti asilo, il comunicato di SEL Bergamo

Federazione Bergamo

Sul tema dell’accoglienza dei richiedenti asilo c’è un discrimine etico e morale, prima ancora che politico, tra chi mette al primo posto la vita umana come valore da salvaguardare senza se e senza ma e chi invece specula sulla paura e sulla guerra tra poveri arrivando di fatto a negarne il valore.

E’ quindi da respingere ogni distinzione rispetto ai richiedenti asilo tra chi arriva per sfuggire alle guerre e alle persecuzioni e chi arriva per sfuggire alla fame e a condizioni di vita così insostenibili da esporsi a viaggi che spesso mettono a repentaglio la vita. In entrambi i casi non si può parlare di migrazione per motivi economici, come se migrare fosse solo la ricerca, peraltro legittima, di un futuro migliore. È inoltre necessario, nell’affrontare il tema, ricordarsi che la mancanza di altre forme di ingresso regolare (per esempio di visti per la ricerca di lavoro) portano all’utilizzo di altre strade. L’Europa non è immune da responsabilità sulle condizioni che determinano questo forte flusso di persone e anche per questa ragione è tenuta ad assicurare accoglienza e solidarietà.

Purtroppo però su questo tema, come peraltro sulla questione greca, si sta dimostrando incapace di rispettare i propri valori fondativi e sorda alle istanze di sostegno che arrivano dai paesi mediterranei di frontiera e dall’Italia tra essi. Ma accogliere non può significare costringere all’affollamento in grandi centri spesso inadeguati per una permanenza dignitosa e costringere ad intollerabili lunghezze burocratiche per l’esame delle domande di asilo da parte delle commissioni di valutazione e ad estenuanti attese per le difficoltà di transito verso gli altri paesi europei.

Purtroppo le scelte del governo su come organizzare la risposta a questo problema di dimensioni importanti e non certo congiunturali assumono come obiettivo la ricerca di semplici contenitori, spesso di grandi dimensioni, da reperire attraverso le Prefetture in condizioni di emergenza. Anche a Bergamo ci pare che questo sia l’approccio che ha determinato l’adozione di soluzioni – come le palestre scolastiche o capannoni – che non riteniamo siano accettabili, soprattutto in presenza di alternative come l’ala dismessa della Casa di riposo di via Gleno che invece era da tutti riconosciuta come del tutto idonea.

La soluzione è l’accoglienza diffusa sul territorio, che comporta però la necessità di collaborazione di amministrazioni locali intelligenti e l’abbandono della volgare pratica del rifiuto e della chiusura (rappresentata dai presidi dove si da sfogo ai peggiori pregiudizi e razzismi). Se ognuno dei 14 Ambiti della Provincia adottasse un piano di accoglienza ripartendo in modo adeguato e sostenibile i richiedenti asilo assegnati, decidendo dove collocarli e con quale progetto di gestione , sicuramente otterremmo dei risultati migliori.

Coordinamento provinciale di Sinistra Ecologia Libertà
Federazione provinciale di Bergamo

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