Caso Pezzoni, La legalità e la correttezza non devono avere confini

Circolo Bassa

Il sindaco di Treviglio, Sig. Giuseppe Pezzoni, fu insegnante e Preside dell’Istituto Salesiano, ha ammesso di aver prodotto un certificato di laurea falso, spacciandosi per ciò che non è, quindi sostenendo per anni una falsità. La vicenda getta grandi perplessità sulla carriera professionale e politica dell’attuale sindaco.

Da un lato, gli insegnanti e i presidi devono “educare” le nuove generazioni nel modo corretto e virtuoso. Il suo esempio nei confronti dell’Istituto dei Salesiani, delle famiglie che erano convinte che la scuola paritaria fosse migliore di quella pubblica, e degli studenti che lo hanno avuto come insegnante, non è di certo n* corretto né virtuoso. Il suo è stato un comportamento irrispettoso che ha tradito la fiducia delle famiglie, degli studenti e dei suoi colleghi di istituto e che ha leso l’immagine e la storia decennale dell’istituto dei Salesiani.

Dall’altro lato, gli amministratori devono agire nel loro mandato all’interno del concetto di legalità. Premesso che SEL Treviglio non ha il ruolo di giudice, è evidente che il suo comportamento ha valicato un principio politico irrinunciabile per un amministratore. Quello di aver dichiarato il falso. Pertanto si è accreditato nei confronti dei cittadini di una requisito non necessario per rivestire il ruolo: quello della laurea.

SEL nei giorni passati, per rispetto del Sig Pezzoni, non ha rilasciato né comunicati né tantomeno si è espressa in modo irrispettoso nei suoi confronti. Non lo ha fatto, attendendo un atto politico. Atto politico che ieri non è emerso durante il consiglio comunale convocato appositamente sulla questione. Quello che per noi doveva essere un gesto naturale, un atto dovuto alla città, le dimissioni dalla carica di sindaco, si è trasformato durante il consiglio comunale di ieri in spocchiosa arroganza, priva di qualsiasi pentimento per i danni che questa menzogna ha recato ai cittadini.

Pezzoni, indagato dalla procura, non solo non ha dato le dimissioni, ma ha sarcasticamente rilanciato, dichiarando che resterà al suo posto per il bene della città, “per salvare la nave dal naufragio”, testuali parole. “Non me ne devo andare”, ribadisce, “perché scindendo le mie funzioni, io sono preside, sindaco e uomo. Qui in consiglio renderò conto solo del mio operato politico e di nient’altro.”

Ma lei, sig. Pezzoni, è stato eletto da cittadini che hanno votato una persona, tutta intera, con le sue cariche sociali e le sue qualità umane, cariche che si sono rilevate infondate, ottenute con l’inganno, e qualità umane a cui bisogna aggiungere la bugia.

Lei per questo motivo se ne deve andare, e con sé si deve portare la sua maggioranza, una maggioranza anch’essa arrogante che ieri, davanti ai cittadini, ha retto per il solo fatto che un suo consigliere, preso tra l’incudine della cosa giusta da fare, cioè sfiduciarla, così come annunciato alla stampa, ed il martello dell’opportunità, cioè sostenerla, ha scelto di lasciare il consiglio, di non votare salvando lei e la sua giunta e condannando la città alla vergogna con la propria pilatesca posizione.

Sig. Pezzoni, se ne vada, già altre indagini stanno coinvolgendola, abbiamo subito anche l’onta della Guardia di Finanza nel palazzo comunale. Anche gli attestati di vicinanza che ha ricevuto sia dalla sua maggioranza che dagli avversari polirtici che tendevano a “comprendere” un comportamento sbagliato, sono irricevibili.
Lasci la città ai cittadini, risponda di quanto le verrà contestato. La sua coscienza invece non ci interessa, è solo affar suo, la usi come vuole.

Sinistra Ecologia Libertà Treviglio

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