Parco dei Colli: chiediamo le dimissioni dell’assessore Terzi

Federazione Bergamo
Quando il governare da democratico strumento preordinato al miglioramento delle condizioni di vita e di benessere dei cittadini scade a strumento di mera propaganda politica incurante degli effetti che esso produce: il caso di Regione Lombardia contro il Parco Regionale dei Colli di Bergamo.
L’ospitalità richiesta dal Prefetto di Bergamo al Parco dei Colli di Bergamo per trenta profughi ha comportato un’offensiva ritorsiva di Regione Lombardia, soprattutto ad opera dell’Assessora all’ambiente Terzi, contro l’Amministrazione del Parco e contro il territorio bergamasco.
Sono tristemente note le irresponsabili posizioni assunte dai leghisti sul tema dei richiedenti asilo che hanno portato ad un imbarbarimento del dibattito politico sull’emergenza che riguarda centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini che fuggono dalle guerre e dalla disperazione e chiedono protezione umanitaria. Alla brutalità umana di cui la propaganda leghista è stata la più becera espressione si è opposta l’Italia migliore fatta di bravi e generosi amministratori locali, parroci, l’associazionismo, il volontariato e l’altra politica che alla richiesta di aiuto hanno risposto porgendo una mano.
L’Ente Parco dei Colli e la maggioranza dei Comuni che ne fanno parte, Alme’, Bergamo, Mozzo, Paladina, Ponteranica, Ranica, Sorisole, Torre Boldone, Valbrembo e Villa d’Alme’, hanno deciso di accogliere per 45 giorni consecutivi 30 richiedenti asilo negli spazi dell’edificio denominato Cà della Matta, aderendo alla richiesta straordinaria avanzata dal Prefetto di Bergamo per consentire allo Stato italiano di assolvere ad obblighi internazionali che si era assunto oltre che a doveri umanitari che appartengono alla nostra cultura giuridica. L’Assemblea del Parco e quindi la struttura politica che governa questo ente ha a grande maggioranza deliberato di prestare il proprio aiuto, di fronte al disimpegno dei più, anche in considerazione della provissorietà della permanenza e a fronte del fatto che non vi sarebbero state spese aggiuntive per l’ente di gestione del Parco ne’ interferenze con le iniziative che a Ca’ Matta sono state programmate.
La decisione di Regione Lombardia di non erogare fondi di sostentamento alle attività del Parco si configura come una scelta punitiva del senso di responsabilità e di umanità dimostrata dall’Ente Parco nell’accogliere positivamente la richiesta di aiuto che gli era stata richiesta rispetto al senso di disumanità e di brutalità che la Regione Lombardia vorrebbe imporre per alimentare la becera propaganda fascista di Salvini e Co.
Con tale decisone Regione Lombardia ha piegato il suo agire alla retorica leghista sviando dal fine istituzionale che dovrebbe ispirare i suoi atti, facendone ricadere i costi non solo e non tanto sui Sindaci, sugli amministratori locali e sulle forze politiche che hanno sostenuto la decisione del Parco dei Colli di accogliere i 30 richiedenti asilo, ma sui cittadini e sugli abitanti di Alme’, di Bergamo, Paladina, Ponteranica, Ranica, Sorisole, Torre Boldone, Valbrembo e Villa d’Alme’ e su tutti coloro che amano lo straordinario contesto dei Colli Bergamaschi. Il taglio di 90.000 euro dal bilancio dell’Ente Parco avrà infatti come effetto inevitabile quello di limitare la possibilità di interventi finalizzati al mantenimento e alla valorizzazione dei 4.700 ettari di territorio gestiti dall’Ente Parco tra i più pregevoli della nostra provincia con un evidente danno per gli interessi della comunità bergamasca.
L’assessora all’ambiente della Regione Lombardia, la bergamasca Claudia Terzi, non solo si è resa responsabile di aver proposto e ottenuto l’approvazione di un atto con cui la Regione Lombardia si è piegata agli interessi della becera propaganda leghista, ma si è assunta pure responsabilità di aver pregiudicato gravemente gli interessi del territorio con la conseguenza che non merita di rimanere al suo posto, con la speranza che venga sostituita alla guida dell’assessorato da qualcuno che ispiri le scelte di politica ambientale alla salvaguardia e alla valorizzazione del territorio bergamasco e lombardo e non a punire chi per serietà, intelligenza e cultura non intende adeguarsi ad impostazioni meramente ideologiche della maggioranza che regge l’attuale governo lombardo.
Giuseppe Cattalini
Coordinatore Provinciale Sinistra Ecologia Libertà – Federazione di Bergamo
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