Marcia internazione per il clima, il 29 novembre appuntamento anche a Bergamo

clima

A Parigi dal 30 novembre al 11 dicembre 2015, si terrà la XXI sessione della Conferenza delle parti – COP 21 dei Paesi aderenti alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), durante la quale dovranno essere decisi gli impegni in termini di riduzione delle emissioni e di politiche di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, nonché dei sistemi di monitoraggio e valutazione delle emissioni e degli impegni finanziari verso i Paesi più colpiti dagli impatti dei cambiamenti climatici. Gli effetti dei cambiamenti climatici stanno arrecando pregiudizio al diritto alla salute, all’acqua, alla terra, alle fonti di sostentamento, al cibo, ai diritti culturali.

I dati sulla febbre del pianeta sono sempre più allarmanti. Milioni di donne e di uomini di ogni regione del mondo sono particolarmente vulnerabili ai cambiamenti climatici, ai disastri naturali ad essi connessi, agli effetti negativi di politiche di adattamento e mitigazione, alla continua dipendenza dai combustibili fossili e, allo stesso tempo, l’applicazione delle loro conoscenze tradizionali può consentire soluzioni efficaci in termini di conservazione di ecosistemi, adattamento e mitigazione ai cambiamenti climatici.

Si tratta di un problema globale non più eludibile e che richiede l’assunzione di responsabilità dei Governi degli Stati.

Domenica 29 novembre, come in molte città in Italia e nel mondo, si terrà anche a Bergamo la marcia internazionale per il clima, con ritrovo alle 10,00 sulle mura di Città Alta, Spalto San Michele per chiedere impegni precisi sulla riduzione delle emissioni e sulle azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. La Federazione di Bergamo di Sinistra Ecologia Libertà aderisce alla manifestazione e invita i propri militanti, iscritti e simpatizzanti a parteciparvi. Saremo presenti, chiedendo al Governo Italiano impegni precisi per vincere la sfida climatica e salvare il pianeta. Il catalogo delle azioni necessarie da mettere in campo è variegato ma è necessario che il Governo Italiano si impegni

- a favorire l’approvazione in occasione della prossima sessione della conferenza delle parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di un accordo globale vincolante per la riduzione delle emissioni con obiettivi determinati e scadenzati, in grado di far rispettare le indicazioni del comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici, e di avviare adeguate strategie nazionali di mitigazione e adattamento;

- a farsi promotore affinché l’Unione europea riveda al rialzo nei prossimi anni gli obiettivi del «Quadro al 2030 per le politiche climatiche ed energetiche», prevedendo una riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 45% rispetto al 1990, il 3 raggiungimento di una quota di energie rinnovabili sul totale dei consumi energetici di almeno il 40%, nonché un aumento dell’efficienza energetica di almeno il 35%;

- a sostenere l’accordo di Lima sui cambiamenti climatici approvato al termine dell’ultima sessione della conferenza delle arti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e definire le modalità per l’attuazione in Italia dei contributi programmati e definiti a livello nazionale europei;

- a sostenere, nell’ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, obiettivi ambiziosi per contrastare il cambiamento climatico e per avviare azioni di decarbonizzazione, anche con un adeguato supporto finanziario e tecnologico ai Paesi più poveri

- a sostenere il riconoscimento della relazione tra cambiamenti climatici e diritti umani, includendo nel documento finale di Parigi, i diritti dei popoli indigeni, la loro conoscenza tradizionale, il diritto alla terra ed all’autodeterminazione, alla partecipazione diretta ed effettiva alle politiche climatiche e all’accesso diretto alle risorse finanziarie, assicurandone il rispetto e la promozione in ogni programma o progetto di mitigazione, adattamento, trasferimento di tecnologie, riduzione delle emissioni, capacity building;

- ad adottare in Italia tutte le iniziative necessarie per la ratifica e l’implementazione degli impegni europei nell’ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, con particolare riguardo all’emendamento approvato a Doha nel 2012 per la ratifica degli impegni relativi al secondo periodo del protocollo di Kyoto, circa gli ulteriori impegni vincolanti in materia di riduzione di gas serra;

- ad approvare la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, elaborata dal Ministero dell’ambiente, procedendo immediatamente con la definizione di un piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, che ne recepisca le indicazioni definendone priorità, tempistiche e impegni di spesa;

- ad attivarsi in ambito nazionale e in sede di Unione europea, affinché si adottino opportune forme di fiscalità ambientale che rivedano le imposte sull’energia e sull’uso delle risorse ambientali nella direzione della sostenibilità, anche attraverso la revisione della disciplina delle accise sui prodotti energetici in funzione del contenuto di carbonio (carbon tax), al fine di accelerare la conversione degli attuali sistemi energetici verso modelli a emissioni basse o nulle;

- ad avviare appropriate e immediate iniziative di rimozione degli incentivi e dei sussidi diretti e indiretti all’uso di combustibili fossili, anche attraverso la riduzione degli investimenti statali nelle industrie legate all’estrazione di nuovi prodotti fossili nel territorio nazionale, spostando gli investimenti sulla ricerca e sullo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, sul risparmio 4 energetico nonché sull’efficiente produzione e uso dell’energia, rivedendo a tal fine la strategia energetica nazionale, e definendo conseguentemente in vero piano nazionale energetico;

- ad adottare una nuova politica energetica, individuando e sostenendo misure di indirizzo della scelta delle fonti secondo criteri di riduzione e azzeramento delle emissioni e stabilendo una road map sulle varie priorità, al fine di accelerare la conversione degli attuali sistemi energetici climalteranti;

- a favorire, per quanto di competenza, lo sviluppo in modo coordinato di adeguati piani regionali e locali di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici, privilegiando le misure ad alto grado di sostenibilità ambientale, evitando impatti negativi sull’ambiente e sugli ecosistemi delle misure stesse; a istituire un qualificato ed organico servizio meteo-climatico nazionale con compito di monitorare il cambiamento in atto nei vari ambiti nazionali (atmosfera-mare-ecosistemi).

email

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>